venerdì 31 ottobre 2025

Halloween

 Le zucche sono ancora lì, mezze spente. Le luci pendono storte, qualche briciola sui piatti, i bicchieri abbandonati sui tavoli. La festa è finita da poco, e la casa ha quel respiro sospeso che arriva solo quando tutti hanno smesso di ridere.

Gli altri sono sul divano. Si parlano piano, si appoggiano uno all’altro, si godono la quiete. E io… io non sono lì con loro. Sto un passo indietro. Li guardo, come si guarda una cosa fragile e preziosa che non ti appartiene davvero.
E penso: era questo il mio sogno. Vederli insieme. Sentire la casa piena, senza freddo, senza vuoti.

Solo che io non sono una spettatrice qualsiasi. Sono quella che ha preparato tutto.
Quella che ha mandato messaggi, convinto gli adulti, fatto spazio, scelto le candele, pensato ai bambini perché avessero qualcosa in cui credere.
Ho cucito i pezzi, senza farmi notare. E adesso che li vedo lì — uniti, sereni — capisco perché non sono partita.
Dovevo restare per portarli fino a questo punto.

Eppure, lo sento nella pelle: non appartengo pienamente alla scena. Sono quella che ha acceso la luce, ma ora resta nell’angolo. Non c’è amarezza, solo un dolore sottile, come quando sorridi e brucia un po’.

Le maschere sono state tolte, il trucco è sbavato, e nessuno recita. È tutto vero. Ed è proprio ora che il pensiero ritorna, più chiaro degli altri:
io sono rimasta qui per permettere a questo di accadere.
E forse per poterlo vedere almeno una volta.

Resto in silenzio.
Non chiedo di entrare.
Fa un po’ male restare nell’ombra mentre gli altri si appoggiano l’uno all’altro. Fa male sapere che nessuno lo vede, che nessuno sa quanto ci sia voluto per mettere insieme ogni pezzo. Ma il dolore è quieto, non chiede nulla.

E proprio quando penso di essere fuori da tutto, succede qualcosa di piccolo. Uno sguardo che mi cerca. Una mano che fa spazio accanto a sé. Un sorriso, senza parole, che dice: abbiamo visto che ci sei.
Non cambia il passato, non mi mette al centro. Basta a scaldare il freddo.

Resto dove sono, ma il peso è più leggero.
Perché forse non serve appartenere del tutto.
Forse basta sapere che, anche da lontano, qualcuno ha lasciato il posto accanto a sé libero. Per me.
E non poteva che essere il mio Piccolo Principe.

giovedì 30 ottobre 2025

Halloween - 1

 Mancano veramente una manciata di ore all'inizio della festa più divertente dell'anno.
Ho incontrato il più piccolo dei miei invitati e... aveva tra le mani un orribile ragno-scheletro che per lui era Whisky il Ragnetto.
Se ci penso rido ancora!
Ed io che ero preoccupata potesse spaventarsi... mi sa che domani sarà lui a terrorizzare me!

Questo è quello che ho capito in questi giorni, caro Blog, e desidero condividerlo con te:
- abbiamo paura di ciò che non conosciamo;
- la bellezza è una di quelle cose che non esiste, ma semplicemente varia al variare del cuore che la contempla;
- i nostri mostri sono interiori, non dobbiamo averne paura ma imparare a conoscerli e a gestirli.

Domani un pensiero speciale lo dedicherò a tutti coloro che non ci sono più.
Per loro lascerò anche un piatto speciale, perché dalla mia vita non sono mai andati via e voglio continuare ad alimentare il loro ricordo con gioia e amore.

Buonanotte e sogni magici...

mercoledì 29 ottobre 2025

Halloween - 2

Caro Blog,

il mio pc è fuori uso e non puoi immaginare le difficoltà che sto incontrando in questi giorni, anche solo per scrivere due righe e rispettare il nostro conto alla rovescia.
Mi dispiace, ma sono sempre in ritardo di 24 ore.

Stanotte non riuscivo ad addormentarmi e la mia mente ha iniziato a vagare nella terra dei sogni inespressi.
Una terra misteriosa, dove tutto è avvolto da una fitta nebbia.
È perfino difficile distinguere i colori.

Mi sono svegliata e ho affrontato la giornata con una forma di stanchezza che ancora non conoscevo.
Una stanchezza che non so motivare.
Una stanchezza che sembra arrivare proprio da quella terra dei sogni inespressi.
Come se il peso dei sogni non compiuti, non sognati, si fosse sommato.
Sogni provenienti anche da vite lontane, da me stesse di altre dimensioni.

Leggevo di “preoccupazioni per Halloween”: gente che si chiede se non sia pericoloso per i nostri bambini, per i nostri ragazzi, festeggiare con mostri e fantasmi la vigilia di Ognissanti.
Perdonami, ma questo mondo non lo capisco.
Si continua a giustificare la violenza delle guerre, delle bombe, dei massacri… ma ci si interroga sulla pericolosità dei mostri?

I mostri vivono tra noi, sono nelle stanze del potere, gestiscono le nostre esistenze, manipolano i nostri gusti, distruggono il nostro pianeta in nome del potere e del denaro!
Questi sono i mostri che mi fanno più paura.

Domani intaglierò la mia zucca con molta serenità.
Penserò alle persone che non ci sono più.
E, con tutta me stessa, mi lascerò andare a quella credenza secondo cui esiste un confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti, e che nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre quel confine diventa sottile e oltrepassabile.

martedì 28 ottobre 2025

Halloween - 3: il giorno delle orme invisibili

Ieri, in Messico, hanno acceso candele e lasciato piccole ciotole d’acqua per gli animali che non ci sono più. Si dice che, per una notte, le loro anime tornino a visitarci, leggere come polvere di stelle. Io non so se sia vero, ma mi piace pensare che ci sia un’ora segreta in cui i passi dimenticati tornano a farsi sentire, e che il mondo, per un attimo, si riempia di battiti e ronzii che solo il cuore può udire.

Oggi penso a loro: a tutti i compagni di pelo, piume o squame che ci hanno insegnato il linguaggio della presenza. Nessuno come loro sa restare accanto nel silenzio. Un animale non chiede, non pretende: esiste con te, respira con te, ti guarda con quella calma che ti costringe a fermarti. Ti salva senza parole.

Ci hanno fatto ridere, spesso. E piangere, quando è arrivato il momento di lasciarli andare. Ma in fondo non se ne vanno mai davvero: il loro odore resta sui vestiti, la loro abitudine nei gesti. Ti sembra di vederli ancora all’angolo del tappeto, o di sentire il piccolo tonfo delle zampe sulle scale.

Oggi ho pensato ad Argo.
Ricordi quell’attimo nell’Odissea in cui riconosce Odisseo, dopo vent’anni, e muore sereno, finalmente in pace? Ogni volta che lo leggo mi si stringe qualcosa dentro. Perché Argo non è solo un cane: è l’essenza della fedeltà, la memoria viva di ogni creatura che ha aspettato, amato e poi salutato.
Forse tutti gli Argo del mondo ci attendono ancora, da qualche parte, con lo stesso sguardo paziente.

Ma penso anche ai piccoli compagni, quelli minuscoli, quelli che stanno nel palmo di una mano.
Al mio cricetino, per esempio — così piccolo che bastava un granello di cibo per riempirgli il mondo. A volte mi sembra ancora di sentire il suo fruscio tra le pagine, o il suono lieve della ruota nella notte. Era una presenza minuscola, eppure così piena di vita, come se contenesse dentro di sé tutta la gioia del semplice esserci.
Con lui ho imparato che l’amore non ha misura: può stare in un abbraccio o in un respiro, in una zampetta che sfugge o in un silenzio che resta.

Penso che ogni casa conservi il suo piccolo altare invisibile.
Non fatto di fiori o fotografie, ma di ricordi che scaldano come un respiro. Una coperta ancora piegata, una ciotola riposta, un nome che torna ogni tanto tra i pensieri come una carezza dimenticata.
Forse è questo il modo più giusto per onorarli: non smettere di parlarne, non smettere di amarli.

E se anche loro, stanotte, tornano davvero — che trovino la porta socchiusa, una candela accesa, e un po’ di pace.
Che possano posarsi accanto a noi, senza paura, e sentire che sono ancora a casa.
Perché lo sono sempre stati.

lunedì 27 ottobre 2025

Halloween - 4

Sento qualcosa di diverso: che sia il respiro delle ombre?

Da qualche giorno il tempo è cambiato.
L’ora si è spostata indietro, e all’improvviso il giorno si accorcia come un respiro che si trattiene. Fuori è già buio quando apro la finestra, e la casa ha quella quiete sospesa che precede le storie.
Tu non ci sei, o forse sì — in quella zona di silenzio dove le parole non arrivano. Ti immagino seduto, ad ascoltare come me il nuovo ritmo delle ombre. È strano come una semplice ora possa spostare il mondo: le tazze fumano prima, le luci si accendono senza pensarci, il cuore rallenta.

C’è un momento in cui la luce si piega e la realtà sembra farsi sottile, come se tutto potesse passare dall’altra parte. Io resto ferma ad ascoltare il battito della casa: il frigo, un passo lontano, un pensiero che torna.
Forse è questo che intendevano i vecchi quando dicevano che l’autunno apre i cancelli invisibili.

Se dovessi consigliarti un libro per questa sera, sceglierei Dracula di Bram Stoker.
Fa buio prima, e il Conte può uscire in anticipo.
Noi invece restiamo qui, tra l’ombra e la tazza di tè, a leggere con la luce fioca e il cuore un po’ più attento al mistero.

domenica 26 ottobre 2025

Halloween -5

 



Halloween è una notte speciale.
Non solo zucche e risate, ma anche meraviglia.

Ho un piccolo tesoro da condividere: “Mostri” di David Hawcock.
I mostri qui non fanno paura.
Hanno occhi grandi, gesti buffi, e sembrano chiedere solo di essere amici.
Sfogliare il libro è come accarezzare un sogno.

Immagino i bambini fuori, con le manine fredde.
Sacchetti di dolcetti, risate che volano tra le foglie.
Alcuni corrono, altri saltellano.
Costumi buffi, maschere strane.
Ma tutti con lo sguardo pieno di curiosità.

E se qualcuno si fermasse a guardare le pagine del libro?
Vedrebbe che i mostri possono essere gentili.
Che anche ciò che sembra strano può diventare bello.

Ogni pagina è un piccolo invito a creare.
Pop-up che si sollevano tra le dita.
Tagliare, piegare, colorare.
Vedere i mostri prendere vita.
È un laboratorio segreto, tutto a portata di mano.
Ogni gesto è una piccola magia.

Quest’anno possiamo provare a vedere Halloween con occhi diversi.
Non solo ombre e spaventi.
Ma sorrisi, giochi, meraviglie nascoste.
Un libro, un pop-up, un momento condiviso.
È così che la notte diventa speciale.

Mentre le lanterne illuminano le strade e le foglie danzano al vento…
ricordiamoci di guardare con occhi teneri.
Di scoprire la bellezza nei piccoli mostri, nei gesti buffi, negli sguardi curiosi.
E se riusciamo a regalare un sorriso, anche silenzioso, anche piccolo…
allora Halloween sarà davvero dolce.



sabato 25 ottobre 2025

Halloween - 6: La magia che ci abita — Ritrovarsi incantati

 

Questi giorni sono fatti per restare un po’ in poltrona, con un libro in mano e una tazza fumante che ci aspetta, posata sul tavolino.
Non escludo la possibilità di una copertina sulle gambe.
Cosa leggere? Una domanda che apre infinite risposte.

Io, per esempio, amo girovagare in libreria finché un titolo mi sceglie. Ed eccomi qui, a sfogliare questo piccolo manuale che invita a giocare — o forse a riscoprirsi — un po’ incantati.

Essere incantati può voler dire tante cose.
Un tempo le persone si riunivano, si tramandavano saperi, conoscevano la luna, le erbe, la voce della terra.
Avevano fiducia nella propria arte, sapevano curare, proteggersi, custodire la vita.
E nel farlo, custodivano anche sé stesse e gli altri.

Oggi quelle conoscenze sembrano lontane, ma basta poco per riavvicinarsi: una candela accesa, una pagina scritta con calma, un pensiero gentile rivolto a sé o al mondo.
Questo libro che sto leggendo invita proprio a questo — a ricordare che la magia più autentica non è fuori, ma dentro di noi.

È l’energia che ci fa sentire vivi, liberi, capaci di trasformare.
Sta a noi imparare ad ascoltarla, a lasciarla scorrere, a volgerla in luce.

Mi piace pensare che la vita non sia solo materia.
È anche energia, intuizione, mistero.
E che, forse, tornare un po’ incantati significhi solo questo:
ricordare di credere, ancora una volta, nella nostra forza silenziosa.

E allora chiudo così, con un piccolo incantesimo gentile:

✶ Incantesimo di chiusura ✶
Sempre vicini, nel ricordo che illumina.
Per chi sa ancora credere nella propria luce.
La vera magia è ricordarsi di sé —
dalla terra alla luna, dal cuore alla cura.
Per chi ogni tanto si sente incantato,
senza bisogno di saperlo.

venerdì 24 ottobre 2025

Halloween Conto alla rovescia: - 7

 Caro Blog,

Ci siamo… il countdown è iniziato per la festa più spaventosa e luminosa dell’anno.
Le ragnatele si agitano appena al vento, le ossa e le lapidi scintillano sotto la luce tremolante delle candele, e gli ingredienti per le pozioni sono quasi tutti raccolti nei barattoli della mia dispensa incantata.

Girovagando tra gli scaffali della libreria, alla ricerca di piccole meraviglie e novità da far sorridere, i miei occhi hanno incontrato un mazzo di tarocchi a dir poco M E R A V I G L I O S O, firmato Disney: Tim Burton’s THE NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS.

Ovviamente, non ci ho pensato due volte: l’ho portato a casa, come un tesoro segreto.
Se tutto va come spero, vorrei trasformarmi in un’indovina per i miei giovani fantasmini, far loro scegliere una carta e raccontare qualche piccola storia tra brivido e risata.

Come ti confidai lo scorso anno, il mio intento non è mai suggestionare o spaventare le anime pure dei miei cuccioli.
Questo gioco è solo un invito alla fantasia, un piccolo esercizio di meraviglia: perché, se ci pensi, i tarocchi nascono proprio come gioco e stimolo per la mente, non per predire il destino.

Le carte non sono di lusso: semplici cartoncini, non plastificati, che dopo qualche mescolata si segneranno.
Ma i disegni… oh, i disegni! Ogni carta è un piccolo universo di Tim Burton tra ombre e luci, e tenerle tra le mani è come stringere un pezzetto di sogno.

Il cofanetto che le custodisce è adorabile.
All’interno, 78 carte splendidamente decorate da Murillo Cleto:

  • 21 Arcani Maggiori

  • 56 Arcani Minori, divisi in 4 semi, reinterpretati in chiave Nightmare Before Christmas con candele, doni, aghi e pozioni.

A completare il tutto, un libricino di Minerva Siegel, guida e piccoli giochi per far parlare la fantasia.

Se hai amato Jack quanto me, saprai perché non ho resistito.
Ogni arcano diventa un abitante di Halloween Town, e ogni carta è un piccolo incubo che sorride di sé stesso.

Se pensiamo all'origine dei tarocchi, possiamo apprezzarli come oggetti d'arte.

Probabilmente nacquero in Italia nella prima metà del XV secolo.
Non avevano nessuna matrice divinatoria, ma erano usati soltanto per giocare a carte, ad esempio a briscola.
Siamo negli anni dell'Umanesimo italiano, presso la corte degli Sforza, dei Visconti, le carte diventano vere e proprie opere d'arte in miniatura.
Qualcosa cambierà a partire dal XVIII secolo, soprattutto in Francia dove, personaggi come Court de Gébelin ed Etteilla caricarono di significato esoterico e divinatorio, queste simpatiche immagini, ricollegandole ai misteri dell'antico Egitto.

Il mio personale approccio alla lettura dei tarocchi è semplicemente di tipo goliardico.
Devo però ammettere che l'idea di lasciar parlare il mio subconsicio con l'aiuto delle carte, mi affascina.
Non aveva invece torto, il frate domenicano che si cagliava con il gioco d'azzardo e chi da esso traeva profitto.
Ancora oggi in Italia, è una piaga sociale purulenta e mortale.
Sono tante le persone che perdono sé stesse e i propri cari, per colpa del gioco.

No, questa volta non voglio pensare a nulla di triste.
Gioiamo della vita e con essa.
Ringraziamo la Fortuna che ci permette di vivere in paesi non devastati dalla guerra, con un tetto sopra la testa e un piatto caldo davanti.

Io, per lo meno, mi sento così: grata e fortunata.
E questa Vigilia di Ognissanti, con il cuore leggero e un mazzo di tarocchi tra le mani, sarò pronta a ridere con i miei fantasmini, in un piccolo incubo che sa sorridere di sé stesso.

martedì 14 ottobre 2025

Halloween giorno 14 - Paul Auster 4 3 2 1

 la sua anima era vecchia e stanca, 
e le anime vecchie e stanche alle volte potevano essere amare,
anche rabbiose, soprattutto con le anime di quelli
che non provavano la sua stessa amarezza e la stessa rabbia.
(pag. 762)


Caro Blog,

tra qualche giorno mi dedicherò all’allestimento della “casa stregata”.
La mia idea di “pauroso” si sposa con quella di Winnie the Pooh e di Molang… giusto per darti due coordinate di ciò che avviene nel mio cervello.

Eppure il mio sonno è disturbato da incubi terribili.
Si alternano vampiri che vengono scarnificati dal potere dell’amore,
zombie che allontano con le preghiere e, ultimo,
il più terribile di tutti:
la morte delle persone a cui voglio bene.

Le loro anime erano salite su una barca, simile a quella degli elfi che lasciano per sempre la Terra di Mezzo, che galleggiava su un mare azzurro e limpido come ho visto solo in alcuni pomeriggi invernali.
Un gruppo di tritoni e sirene circondava la barca e mi impediva di salire.
Malgrado i miei pianti disperati e le mie suppliche, sarebbero andati via senza di me.
I miei cari erano sereni e mi dicevano che non dovevo piangere, che era per loro il momento di partire, perché erano stanchi.

Mi sono svegliata con la netta sensazione di essere sola al mondo e senza alcuno scopo per andare avanti.
Non sono mai stata tanto triste.

Allora ho pensato a un libro, quello che ho letto recentemente: 4 3 2 1, di Paul Auster.

In questo romanzo si sviluppa l’idea del “come sarebbe andata se…”.
Il protagonista vive quattro vite possibili ed è curioso notare come il nucleo centrale delle sue conoscenze resti costante, pur con alcune varianti.

Quello che ho apprezzato di questo romanzo sono l’impianto stilistico e il sottofondo storico.

Puoi decidere di leggere le vite in modo singolo, capitolo per capitolo,
oppure osservare come le quattro strade procedano simultaneamente l’una accanto all’altra: come si evolvono i vari rapporti, modificando i caratteri, le capacità di reagire agli eventi personali e storici dei diversi protagonisti.

Un libro veramente ben scritto. Bello in termini assoluti.
Ma che, personalmente, non ho apprezzato.
Nel senso che, in fin dei conti, la storia del protagonista era pur sempre incentrata sul mondo di un ragazzo che è rimasto lontano da me.
Con il quale non ho potuto mai immedesimarmi.
Umanamente parlando, potevo ascoltarlo, ma senza mai entrare veramente in contatto con lui.
Capivo e amavo il suo essere bambino,
ma crescendo non ho visto nulla che me lo ricordasse.

A mio avviso, anche la promessa che avevo intravisto nella quarta di copertina è stata tradita.
Quando ho letto: “le sue traiettorie [della vita] sono diverse ma tutte, misteriosamente, incrociano lei, Amy”, mi sono aspettata di vedere un amore particolare, che emergesse in ogni possibile esistenza.

Mi sbagliavo.

Amy è rimasta sempre sullo sfondo. Avrei voluto conoscere meglio, e più in profondità, le passioni che muovevano il suo cuore, le sue azioni.
Mi è sembrata solo una comparsa. Uno strumento più che una persona, un’ombra! di cui si è servito l’autore per dare un po’ di spessore al suo beniamino.

Discorso diverso per la figura della madre, probabilmente il personaggio che ho apprezzato maggiormente.
Una donna forte, con un pensiero autonomo e indipendente, capace di rialzarsi mille e più volte, di sostenere gli altri e sé stessa.
Non ha bisogno di parlare direttamente con il lettore, perché si esprime con le azioni e con la fotografia.

Voglio ricordare anche le figure della nonna e della zia, sempre materne, perché mentre scrivo mi rendo conto di quanto siano state importanti nelle vite di Archie.

Forse le figure femminili sono state la cornice che ha tenuto unite queste storie.
Senza di loro — la nonna, la madre, la zia, Amy — Archie non sarebbe mai esistito.

Gli appassionati d’arte sarebbero più bravi di me a spiegare quanto sia importante, per un quadro, la sua cornice.
Silenziosa, sempre ai margini, mai protagonista: è lei che protegge l’opera d’arte e le conferisce nobiltà e potenza.

Facci caso, la prossima volta che visiti un museo.

In conclusione, forse è questo che mi ha lasciato il romanzo: la consapevolezza che, pur cambiando le vite, gli incontri, i destini, esiste sempre qualcosa o qualcuno che ci tiene insieme.

Un filo invisibile che, anche quando sembra allentarsi, ci impedisce di disperderci completamente.

Mi piace pensare che le figure femminili del libro siano proprio quel filo: non protagoniste rumorose, ma presenze che tengono saldo il tessuto delle storie, come mani che rammendano uno strappo.

Come se l’immagine della donna al telaio fosse incisa nelle nostre anime — da Penelope, alla Bella Addormentata, fino alle Moire.

Che sia questo ciò che sto cercando anch’io, nei miei incubi e nei miei sogni?

La rassicurazione che qualcuno, da qualche parte, continui a rammendare la mia vita con la stessa tenerezza silenziosa.

Forse non inserirò 4 3 2 1 tra le mie letture preferite, ma mi ha ricordato che ogni vita, anche la più dolorosa o incompleta, è sempre parte di un disegno più grande — e che, come nella mia “casa stregata”, la paura non è mai fine a sé stessa.

Serve solo a mostrarci quanto desideriamo restare.

E quanto, nonostante tutto, continuiamo ad amare.

venerdì 3 ottobre 2025

Halloween: giorno 3

 Caro Blog,

con Piccolo Principe ogni giorno è Halloween. 
Non posso mentire: quest'aria fredda e pungente mi piace.
Le strade sono piene di pozzanghere e foglie colorate.
Un colore che con parole non si può definire.

Certo, alcune sono tutte rosse, altre gialle, altre ancora marroncine.
E poi ci sono quelle che sembrano multicolori!
Come se il Folletto delle Stagioni avesse finito la vernice verde o gialla.

Quando avevo cinque anni, una vecchia zia della mia mamma, mi regalò un sussidario della Quinta classe.
Sapevo già leggere da sola e ricordo che mi innamorai di quel libro.
Il suo protagonista era un Folletto che accompagnava i bambini alla scoperta delle stagioni, del loro mutare nel tempo.

Credo sia stato il primo momento importante della mia vita.
Quel momento in cui pensi che il mondo sia fatto anche di qualcosa che non è visibile.
Crescendo diventa sempre più difficile "vedere". E allora provo ad ascoltare, a sentire...

Vado a riscaldare l'acqua nella teiera... è il momento giusto per una tisana.

giovedì 2 ottobre 2025

SPIRITI, SANTI ED EROI - Storie popolari irlandesi

 Non credere all'esistenza degli spiriti
è la cosa più sciocca che un uomo,
una donna o un bambino possano mai fare.

Ciao Blog,
il progetto Halloween è già in cantiere. Come ben sai, mi sto arrovellando il cervello per rendere questo 31 ottobre ancora più magico del precedente (ammesso che il Signore ci permetta di viverlo).

Mentre fuori infuria una terribile tempesta, degna di un vecchio film dell'orrore, con Vento che ulula e Pioggia che batte sui vetri delle finestre, mi sono ricordata di un simpaticissimo libricino letto quasi un anno fa (ormai il 2025 sta volgendo a termine!).
E, considerato il periodo, ho pensato fosse il momento giusto per presentartelo.

Il titolo è molto esplicativo: Spiriti, santi ed eori - Storie popolari irlandesi, edito Feltrinelli.
Scritto da Antonio Bibbò e pubblicato nel 2022, si presenta come una raccolta di racconti e fiabe irlandesi. Sarà merito del suo autore, ricercartore all'Università di Trento e traduttore, nonché appassionato del mondo irlandese, ma bisogna sottolineare quanto siano ben scritte tutte le 191 pagine!

Rispetto ad altre raccolte simili, i racconti sono ben strutturati e ricordano lo stile a me più familiare di Andersen e compagni: con una trama chiara ed una conclusione che può piacere o meno - certo - ma che almeno c'è!
Invece, in passato, mi è capitato di leggere racconti che non avevano, come si suol dire, “né capo né coda”.

Inoltre, a conclusione del libro c'è un mini saggio sulle tradizioni e sulla lingua irlandese davvero molto interessante.
Infine, mi ha riempito di gioia trovare i numerosi riferimenti a James Joyce, lo scrittore irlandese per antonomasia, che sai bene adoro — e che quest’anno mi ha rapito con i suoi libri Finnegans (o Finnegan’s…).

L'Autunno è la stagione perfetta per leggere questo libro.
Con il freddo che bussa alle porte, è tempo di riprendere morbide e calde copertine.
Mentre ci accoccoliamo sulla nostra poltrona preferita e soffiamo sulla tazza di tè fumante, immagino uno spiritello curioso far capolino da dietro le nostre spalle.
Quale sorpresa per lui, soprire il nostro interesse rivolto alla sua storia!

Sono certa che, per gratitudine, ci donerà una ghianda e un po' di fortuna.
Pertanto, siate sempre gentili - soprtattutto quando nessuno vi guarda.
E questo vale sempre, sia che crediate, sia che non crediate agli spiriti.

mercoledì 1 ottobre 2025

Ottobre: Halloween arriviamo!

 Caro Blog,

lo so, non passiamo più tanto tempo insieme. Questo accade da quando sono approdata ad una verità insindacabile, riguardo me stessa.
L'introspezione e lo scrivere troppo alimentano Malinconia in modo sbagliato.
Sai perfettamente che lei abita nel mio cuore in modo stanziale. 
Non è più un ospite di passaggio.
Non fraintendermi, non sono dispiaciuta per la sua presenza.
Fa parte di me e l'ho accettata con serenità. Ma non è giusto che si faccia fuori tutta la dispensa di energia e amore e pensieri.
Così scrivo meno. Però continuo a leggere. Prima o poi ti parlerò dei miei pochi libri, accumulati in questi mesi.
Oggi è iniziato Ottobre. E mi sento bene. L'aria è fresca. La luce meno intensa. I contorni delle nuvole sono netti e il cielo è azzurro.
Mare è molto agitato, perché sente anche lui il cambiamneto nell'aria, nel vento.

Non dimentico le tensioni nel mondo, ma per una volta le metto da parte.
Mi concentro sul mio respiro, lento e regolare.
I battiti del mio cuore scandiscono come una ninna nanna il tempo che mi scorre intorno.
È Ottobre. Piccolo Principe ha iniziato a mandarmi i suoi disegni con tema Halloween.
Non posso deluderlo.
Anch'io metterò una decorazione al giorno, per fargli piacere.
Piccolo Principe è Amore.
Il senso della mia esistenza.
Quello che mi rende serena, lieta di vivere.

Il mondo sta viaggiando a 300 km/h contro un muro in cemento armato.
Ma io ho Piccolo Principe...
ho Amore...
respiro lentamente...
ascolto i battiti del mio cuore.