Caro Blog,
quest’anno scriverti è stato molto complicato.
Ho dovuto cedere il mio PC, e ritagliare il momento giusto per dedicarmi a te non è stato semplice.
Inoltre, il mio cuore è rimasto in standby per quasi tutto l’anno.
E lo sai: senza il mio cuore non riesco a scrivere.
Non si tratta, infatti, di scrivere “bene” o “male”.
Il punto è che, senza il mio cuore, le parole mi sembrano provenire da un luogo lontano: non mi appartengono.
Sono fredde. Esterne a me stessa.
Sono parole monche.
Qui, invece, mi sembra di essere nel luogo dello spirito.
Il luogo in cui il mondo materiale, con le sue preoccupazioni e le sue priorità, scompare.
Qui è dove hanno importanza le cose che sono “invisibili agli occhi”.
Leggevo, non ricordo più dove, che questo 2025 è un anno importante.
Un anno 9, in cui si chiude un ciclo per lasciare spazio al nuovo.
Ed io mi sento così.
Ho fatto i conti con il mio passato.
Ho pagato i miei debiti.
Ho sofferto. Ho sanguinato.
Ma ora sono pronta ad accogliere il nuovo.
I miei demoni non sono stati sconfitti, ma ho imparato a combatterli.
Ho imparato che i sogni, i desideri, non sempre si realizzano.
Ma posso andare avanti anche accogliendo ciò che la Vita mi dona.
Non voglio continuare a sabotarmi.
Ho paura, ancora tantissima paura.
Ma non mi fermo: apro porte, ricevo schiaffi in faccia, nuove ferite e anche nuovi incontri, nuove sensazioni, nuove esperienze.
Sette giorni a Natale sono pochi.
Come sempre, ci siamo arrivati ed io non me ne sono resa conto.
Ma non sono dispiaciuta per questo.
Farò regali molto antichi, come fossi una nonna del passato.
E mi va bene così.
Mi accolgo.
Non mi “accetto” più. È sempre stata una parola ambigua: accettare.
Ora scelgo diversamente le mie parole:
creo consapevolmente il mondo intorno a me.