lunedì 20 luglio 2026

Il gufo che aveva paura del buio

Il buio è abbagliante! Il buio è divertente!
Il buio è utile! Il buio è affascinante! Il buio è magnifico!


Ogni Estate è più calda della precedente!

Continuando così, mi domando, cosa ne sarà di noi? Subiremo una nuova evoluzione e la nostra pelle si trasformerà in pietra lavica?
O diventeremo animali notturni per scampare ai raggi del sole?

E dire che era la stagione più bella dell'anno!
Le ore di luce in più, l'odore del mare e del gelsomino nell'aria, le granite, il caffé freddo, le partitelle con gli amici...
Tutto questo, ora, mi sembra follia.

L'unico desiderio è rimanere in casa con l'aria condizionata accesa.
Per chi ha la fortuna di averla.
L'aria condizionata è quell'oggetto che, se non ce l'hai, ti fa piangere; se ce l'hai, ti fa piangere quando arriva la bolletta della luce.

Si potrebbe pensare di andare in un centro commerciale e sfruttare l'aria fresca. Ma hai bisogno dell'auto.
E con questo caldo non vuoi guidare.

Diciamolo: quando fa caldo vuoi, semplicemente, fare N-I-E-N-T-E!

Ed è proprio in questa bulimia di pensieri che mi è tornato in mente Tombolo, il barbagianni di Jill Tomlinson che aveva paura del buio.
(Continuo a chiedermi perché nel titolo venga chiamato "gufo", quando lui tiene a precisare, praticamente a ogni pagina, di essere un barbagianni!)

Forse ci ho pensato perché, in questi giorni, mi piacerebbe incontrare persone capaci di mostrarmi la bellezza quando da sola non riesco più a vederla. Proprio come è successo al piccolo Tombolo.

All'inizio, gli altri lo scambiavano per qualcos'altro: un fiocco di neve, un meteorite.
Ma è bastato solo passare un po' di tempo insieme per conoscersi davvero.
Gli amici di Tombolo hanno imparato ad apprezzare il suo modo di vivere e lui, a sua volta, ha imparato ad amare il buio.

Perché spesso la Paura è figlia dell'Ignoranza.

E il caldo, ancora lui, non aiuta...
L'Estate che una volta ci avvicinava, ci portava a condividere tempo e spazi, è diventata la stagione del "lo faccio un'altra volta".
Non abbiamo voglia.

Tombolo è stato bravissimo! Ha combattuto la paura. In un certo senso ha scoperto sé stesso, accettando di essere un animale notturno.

E noi, cosa combattiamo?
Sicuramente il caldo... e poi? L'apatia? L'omologazione?

Questo mondo sembra scolorito.
Come un lavaggio sbagliato.

Per fortuna ci sono i libri per bambini. 
Disegni bellissimi che fanno desiderare di colorare il mondo; parole semplici e dirette che fanno sognare un mondo pulito e innamorato del prossimo.

Il caldo ha sciolto anche me e i miei pensieri, ma i sogni sembra proprio che abbiano trovato un bel posto all'ombra.

Grazie Tombolo!

giovedì 9 luglio 2026

Pausa dal mondo

 Ci sono momenti indimenticabili, eppure i nostri cervelli non riescono a memorizzarli.
Immersi in rumori, emozioni e impegni vari, ci perdiamo ciò che conta.
Vorrei imparare ad essere concentrata sull'essenziale... che quello, si sa, "è invisibile agli occhi".

Ultimamente ho imparato a camminare più lentamente.
Fa molto caldo e continuo a lasciare l'auto nel box, nella pia illusione di contribuire, almeno un poco, al bene del pianeta...
Il procedere lento e stanco - ma almeno non sudato - mi ha aiutato a scoprire che c'è un albero meraviglioso lungo la strada che percorro, che cambia continuamente foglie e fiori. In questi giorni deve essere molto assettato, perché le foglie sono tutte marroncine e accartocciate.
Lui è costodito in un giardino; non posso fare molto, solo dirgli "coraggio" mentre passo.
Mi sembra che sorrida debolmente.

E allora capisco: domani, quella che passerà vicino ad Albero, sarà un'altra me, diversa. Imbronciata, felice, pocco importa: diversa.
E diverso sarà probabilmente anche Albero!

Vorrei camminare con un taccuino in mano per segnare tutte le emozioni che provo, quando le provo.
Tutte le idee bislacche che mi vengono in mente, in continuazione.

Sto cercando di rimanere fedele al mio essere gentile, ma vacillo.
Mi sento un po' stanca e colma di questa stanchezza.

Caro Blog,
fermati un attimo a seguire il volo di quella farfalla, insieme con me.