Se conosci il nemico e conosci te stesso,
non hai bisogno di temere 100 battaglie.
Mio caro Blog,
Nel mio caso: un libro che potrei imparare a memoria, ma non mi servirebbe mai a nulla. Così poco avvezza come sono all'arte della guerra e del successo!
E allora ci riprovo con altri frammenti:
Questo motto mi sembra molto più sibillino e geniale. Ci sono battaglie impossibili da vincere, perché il territorio nel quale ci si incammina è insidioso e imbattibile.
La Storia è piena di questi esempi. Si sono registrate schiaccianti vittorie semplicemente lasciando che l'Inverno facesse il suo dovere; lo sanno bene gli eserciti francese e italiano in Unione Sovietica. Nel caso di comuni mortali che lottano ogni giorno battaglie diverse, sicuramente meno sanguinose, forse il consiglio è non lasciarsi coinvolgere da ogni discussione o disputa verbale. A volte il Tempo è galantuomo e restituisce giustizia e verità.
-"Il cambiamento è fonte di opportunità."
In tema militare ci sono nove elementi che possono cambiare in corso d'opera e bisogna essere preparati e vigili per coglierne i segnali.
Ma pensando alla vita di tutti i giorni, questo è il capitolo che mi piace più di tutti gli altri perché ci mette in guardia su noi stessi, sulle nostre convinzioni.
Possiamo pianificare ogni cosa in modo certosino e impeccabile, ma il Destino si diverte spesso a rimescolare le carte. E allora bisogna sapersi adattare alle nuove circostanze.
Importante è scegliere bene i compagni che ci affiancheranno in questo viaggio chiamato Vita e saper distinguere i nostri pregi e difetti.
Non voglio dire di fare un elenco delle nostre perfezioni o imperfezioni, ma guardarci dentro, osservarci.
Considerare che "conoscere sé stessi", proprio come ci suggeriva Socrate, è importante per arrivare ad una esistenza autentica e libera.
Cosa ci rende veramente felici?
Il possedere quella borsa, comprare quella motocicletta? Andare in quella località? Leggere quel libro?
Quante delle nostre scelte possono essere definite realmente "nostre"? Quante sono il frutto delle convenzioni, della pressione sociale cui siamo soggetti quotidianamente?
Sono veramente infelice perché non mi sono sposata? Perché non ho mille impegni? Perché non ho cinquecento amici di cui non conosco nemmeno il segno zodiacale o il colore preferito?
Conoscere sé stessi è forse l'ingranaggio per avviare le rivoluzione di cui questo secolo avrebbe bisogno.
Tzu combatté numerose battaglie e alla fine giunse alla conclusione che la guerra è sempre una sconfitta in termini di sostanze e soprattutto di vite recise. E che quindi la si deve evitare tenacemente.
La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci, avrebbe detto in un futuro molto remoto Salvor Hardin, primo sindaco della Fondazione.
E mi piace osservare come un libro scritto nel VI secolo a.C. si ricolleghi ad un libro del 1951 attraverso una lettrice del 2025.