lunedì 16 marzo 2026



Sulla Strada...

Ripensandoci dopo aver chiuso l’ultima pagina di On the Road di Jack Kerouac, mi sono resa conto di una cosa curiosa.
Molti ricordano questo libro per la velocità: le corse in macchina, la musica, la notte americana, il movimento continuo.

Eppure i momenti che mi sono rimasti più impressi sono stati quelli di apparente quiete.

Quando Sal sembra tornare a una vita normale e passa il Natale con i parenti.
E quando Dean sembra essersi fermato con Ines.

Sono due momenti in cui, per un attimo, sembra possibile che la storia finisca lì.
Che la strada si chiuda e che ognuno trovi il proprio posto.

E invece no.

Qualcosa ormai si è messo in moto.
Non è solo Dean a non saper stare fermo. Anche Sal, in fondo, non può più tornare davvero indietro.

Forse è per questo che Dean gli appare così carismatico, quasi angelico in certi momenti.
Forse alcune persone entrano nella nostra vita come una specie di alibi: ci permettono di seguire una strada che, da soli, non avremmo avuto il coraggio di percorrere.

E allora viene quasi da pensare che tra i due il più pazzo non sia Dean, ma Sal.
Perché Dean è fatto così, è la sua natura bruciare la strada.

Sal invece osserva, riflette, racconta.
E nonostante questo continua a seguirlo.

Quando si arriva alla fine del libro si capisce che non è davvero una fine.
C’è ancora il Messico da vedere, e forse ancora molte altre strade.

E la sensazione che resta non è quella di aver concluso un viaggio, ma di aver aperto una porta su qualcosa che continua anche dopo l’ultima pagina.