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sabato 26 luglio 2025

FONDAZIONE III - Isaac Asimov

 Era ancora a bocca aperta, perfettamente lucido e smarrito,
stupefatto.
[pag.772]


Caro Blog,
ho finalmente il tempo per concludere questo lungo viaggio attraverso le pagine del ciclo della Fondazione di Isaac Asimov.

Da tempo abbiamo abbandonato i corridori di Trantor, ma non possiamo ancora fermarci.
Ora dobbiamo prepararci per il salto iperspaziale e...già fatto: siamo sulla Stella Lontana.
L'elevato livello tecnologico di questa astronave ci consente di fare viaggi lunghi, precisi e senza grossi squilibri per il nostro organismo. Infatti monta motori gravitici!

Siamo nel Volume III edito da Mondadori nella collana Oscar Fantascienza, e la sensazione è quella di aver già percorso secoli di storia, ma Asimov non ha ancora finito di sorprenderci.
Siamo ai due capitoli conclusivi del ciclo della Fondazione di Isaac Asimov:
L’Orlo della Fondazione
- Fondazione e Terra.

Quello che ci appare subito chiaro è che la Seconda Fondazione ancora esiste.
Dunque la psicostoria è monitorata, è ancora valida. Dovrebbe essere un pensiero confortante. Ancora qualche secolo di lotte dagli esiti controllabili e l'Umanità può ritenersi salva!
Ma come recita un vecchio adagio: "non è oro tutto ciò che luccica".
Infatti, entrando a contatto con la Seconda Fondazione, ascoltandone i pensieri, vediamo le sue emozioni e... scopriamo che è simile agli abitanti della Prima!
Potere, arroganza, controllo: sono le stesse cose che agitano il suo cuore.
E non è tutto! Come in una specie di gioco sinistro del Destino, iniziamo a comprendere che esiste un potente avversario più forte mentalmente della stessa Seconda Fondazione.
Viene da chiedersi: chi controlla chi?

L'ultimo e definitivo capitolo del ciclo è Fondazione e Terra.
Ho letto queste pagine con estrema lentezza perché non volevo finissero, non volevo vedere la fine del viaggio.
Abbiamo incontrato nuovi personaggi e conosciuto nuovi mondi.
Golan Trevize, lo storico Janov Pelorat e la gaiana Bliss (- per essere brevi -),  sono diventati nostri amici.
Per la prima volta ci sono presentati dei personaggi con particolarità uniche, con difetti e pregi che ci fanno apprezzare la loro compagnia e altre volte, ci fanno desiderare di essere soli.
Se avessero potuto, loro stessi probabilmente non si sarebbero scelti.
Ma è proprio questo ciò che rende vere le amicizie: la sopportazione, non la negazione, dei difetti altrui!

Golan, Janov, Bliss ci spingono a viaggiare alla ricerca della verità più semplice e più immensa: da dove veniamo?

La psicostoria ci ha aiutato a capire dove andiamo, a pianificare il nostro futuro. Con tutte le implicazioni del caso.
Ma non è sufficiente.
La domanda delle domande, quella che porta da sempre, e direi per sempre, l'Umanità a studiare, a viaggiare, a superare i propri confini, i limiti fisici e metafisici, sarà sempre: chi siamo?

Senza radici, non si spicca il volo.
Se non conosci il punto di partenza, non puoi lasciarti andare a una nuova meta.
La tua mente sarà sempre ancorata, ostacolata dal passato, dalla necessità inespressa di sciogliere quel nodo che caratterizza l'intera esistenza: chi sono?


Il viaggio di Golan Trevize e Janov Pelorat — a cui si aggiunge la compagna Bliss — assume sfumature sempre più interiori.
Non stiamo più solo attraversando pianeti e costellazioni, ma stiamo cercando l’origine: la Terra, da cui la Vita è partita.

Il concetto di "viaggio" mi riporta alla mente personaggi della letteratura come Ulisse, Don Chisciotte e il viaggiatore per antonomasia Dante!
Attraversano mondi perduti, luoghi che sembrano dimenticati perfino dalle stelle: Comporellon, Aurora, Solaria...
si svela davanti ai nostri occhi, la storia dell'Umanità.
Ci sono pianeti dove gli umani sono scomparsi, altri dove si sono chiusi in sé stessi.
Eppure, l’eco della Terra continua a chiamarli.

Trevize, ha un compito importante da assolvere.
Gli hanno chiesto di scegliere il futuro per l'Umanità.
Ha scelto Gaia: una coscienza collettiva, un super-organismo in cui ogni singolo essere vivente condivide pensieri ed emozioni. Rinunciando al pensiero e alla libertà personale. Rinunciando all'unicità, irrepetibilità, identità di ogni singolo individuo-creatura.

Sente il bisogno di sapere perché ha scelto così. Deve scendere nel suo Inferno personale per capire cosa lo ha portato in quella direzione.
Deve scoprire dove tutto è cominciato.

Dopo aver attraversato il tempo e le galassie, il nostro viaggio, come un immenso cerchio, si conclude laddove tutto è iniziato; davanti al mistero più grande, quello che fonde il passato e il futuro, l’umano e l’inumano, il pensiero e la volontà.

Daneel Olivaw, il robot eterno, è l’anello di congiunzione.
È lui che ha tessuto i fili, plasmato psicostorie, vegliato sui sogni e sugli errori dell’Umanità.
Ora, anche lui... è umanamente stanco.
Ha bisogno di qualcosa – o di qualcuno – per continuare.
E quel qualcuno non può più essere solo macchina, né solo uomo.
Deve essere qualcosa di nuovo. Di diverso.

Fallom, una bambina – o forse no – nata su Solaria, cresciuta in una cultura diversa e distorta, priva di affetti, ma dotata di una sensibilità straordinaria.
Non possiamo inserirla in una definizione nota. Questa sua eccezione la rende simbolo di speranza per Daneel.
Dunque: non un robot, non un essere umano come lo conosciamo. Ma qualcosa di altro.
Un ponte. Una nuova possibilità.
Forse anche un nuovo inizio.

Così si chiude il ciclo della Fondazione.
Non sono sicura che Trevize abbia trovato le risposte che desiderava.
E vale per tutti noi.
Il nostro viaggio all'Inferno non ha una via d'uscita, perché non riconosciamo il Paradiso nemmeno quando lo viviamo!
Dobbiamo imparare a guardarci dentro la nostra personale galassia!
Perché la vera domanda non è "dove andiamo?"
ma chi vogliamo diventare.

domenica 13 luglio 2025

FONDAZIONE II - Isaac Asimov

... in questi tempi di decadenza sembra assurdo occuparsi degli studi.
[
Barr, pag. 163 ]

 
Caro Blog,

mi sento un po' triste in queste giornate calde e senza pioggia. Dormo male. E l'emicrania non mi lascia in pace. Non riesco a concludere, ma nemmeno iniziare, qualcosa!
Mentre ti scrivo si è alzato un vento forte, con raffiche che sfiorano il 40 km/h.
Vento e Mare sembrano essere molto contrariati; capto stralci di quello che sembra un dialogo lungo e intenso.
Mare è stanco; ha pianto così tanto che è molto più salato del solito.
Vento vorrebbe scuoterlo, animarlo dal fondo della sua anima, per far riemergere quelle profondità, quella bellezza che caratterizza il suo amico preferito: Mare.
Forse sono un po' tristi anche loro due? Cielo guarda entrambi dall'alto, ma resta muto.

Sento essere arrivato il momento di continuare a parlare di Asimov e del suo capolavoro.
Con Fondazione I abbiamo conosciuto le origini della leggenda, dunque è il momento di entrare nel cuore vivo del mito.
Apriamo insieme Fondazione II.
In questo volume sono contenuti tre romanzi:
- Fondazione
- Fondazione e Impero
- Seconda Fondazione.
Questi rappresentano la celebre trilogia classica, scritta da un giovanissimo Isaac Asimov tra il 1942 e il 1953.
Il mondo era oppresso, schiacciato dalla Seconda Grande Guerra. E alla fine del conflitto ha dovuto fare i conti con i suoi orrori: i campi di concentramento, lo sterminio degli ebrei, la fame, la distruzione, gli orfani, le violenze.

Chissà, forse non è un caso che un'idea tanto rivoluzionaria sia nata in un simile contesto: usare la scienza per prevedere, e forse guidare, il corso della Storia.

Purtroppo Hari Seldon non c'è più.
Resta la sua idea, il suo Piano.
Non è più un sogno, è reale. Il probabile è diventato possibile.
Il Piano Seldon sta sbocciando, cresce, vacilla.
Le conseguenze si diffondono come le onde di un sasso lanciato in uno stagno, per tutto l'Universo, lambendo anche la vita di popoli che non conoscono il Piano Seldon.

Mi è piaciuto tanto il primo romanzo di questo Volume: Fondazione.
Tempo scrive numerose pagine, le generazioni degli umani si alternano e non abbiamo la possibilità di affezionarci ad alcun personaggio.
Ma una cosa è chiara: la conoscenza serve a sopravvivere. 
Le guerre si combattono con le idee, non con le armi.
La Fondazione è allo stato embrionale e deve affrontare la prima grande crisi Seldon.
I protagonisti si muovono in un mondo in declino, cercando soluzioni che richiedono logica, astuzia, e a volte… un pizzico di speranza nella scienza e nel futuro.

Poi il tono cambia.

Approdiamo a  Fondazione e Impero, dove Asimov introduce una nuova sfida: l’imprevisto.

La psicostoria, con tutta la sua eleganza matematica, aveva previsto il comportamento delle masse, ma non quello dei singoli.
E se un singolo diventasse troppo potente?
Paradosso: il Mulo, il nemico, colui che rischia di far saltare il banco è il personaggio che mi ha preso il cuore per l'ultima volta.
Ho vissuto una mia personalissima crisi Seldon perché ho pensato che la psicostoria forse, non è così infallibile. E ho accolto l'idea che il futuro non potesse essere controllato così razionalmente; che la Vita non può essere inanellata in aride e bellissime equazioni matematiche.
Ho avuto ragione?

La risposta forse è nascosta nell'ultimo romanzo: Seconda Fondazione.
(Anticipazione: no!)

Ma poi questa Seconda Fondazione esiste veramente?
Possiamo immaginarla nascosta da qualche parte nella galassia? 
Ma è amica o nemica, ammesso che queste parole abbiano ancora un significato?

E mentre i nostri nuovi compagni di viaggio sono presi da questo dilemma e dedicano le loro vite alla ricerca e svelamento della Seconda Fondazione, noi vediamo chiaro come si stia combattendo una vera guerra evolutiva:
da un lato la Fondazione ufficiale che è tecnologica, razionale, concreta dall'altra la Seconda Fondazione mentale, psicologica, invisibile.

Non possiamo fare a meno di chiederci: l'Umanità è un gregge da guidare senza che ne sia consapevole? Il cosiddetto "bene superiore" deve prevalere sul singolo "libero arbitrio"? 

Come vedi caro Blog, questa seconda tappa del nostro viaggio nel mondo di Asimov, mi ha portato ad un viaggio interiore molto profondo.
Ha riportato in superficie domande antiche, sepolte da apatia e quotidianità.
Quanto è importante l'unicità, la libertà di ogni singolo individuo!
Quanto poco importante è diventata, la vita di ogni singolo individuo!
Il mio Paese, in passato, ha rinunciato alla libertà, alla singolarità, pensando che un governo autoritario potesse far rispettare le leggi, e "il bene comune".
La realtà è stata un'altra.
Forse Asimov ci ha voluto ricordare di non rinunciare mai alla nostra Libertà personale, qualunque sia il motivo: sicurezza, povertà, ecc.

Asimov ha creato un universo, galassie intere e non abbiamo alcuna difficoltà ad immaginare questo futuro fantascientifico.
Eppure il suo lavoro più grande lo compie nel lettore: ci chiede attenzione, ci chiede riflessione.
Non si accontenta dell’intrattenimento.
Il suo è un esercizio intellettuale, anche etico.

Se lo stile dei primi racconti è più diretto, agile, quasi ingenuo a tratti.
I romanzi successivi diventano più profondi, più ambigui.

E ogni storia è come una lente che ci mostra una civiltà in evoluzione...o forse in involuzione, dove le soluzioni non sono mai semplici e il futuro è sempre qualcosa da costruire, passo dopo passo.

Riassumere in una sola frase l’emozioni provate leggendo questo volume, è difficile.
Pagina dopo pagina, ho sentito affiorare la fragilità dei grandi progetti e la potenza silenziosa della conoscenza. 
Ma anche la caducità dei sogni.


I tempi che viviamo sono difficili, bui e disonesti.
I nostri governanti sembrano ignoranti e arraffoni. Potremmo definirli "uomini d'affari", ma privi di empatia e sprezzanti della vita dei propri popoli e di quelli del mondo intero.

La Psicostoria in questo contesto aiuterebbe? Non credo. A nessuno interessa evitare guerre e carestie. E nelle mani sbagliate, l'Umanità verrebbe danneggiata dal suo utilizzo. 
Un potere così grande non ha mani adatte che possano accoglierlo.
Forse non sarebbe male una Seconda Fondazione che operi per il bene dell'Umanità e dell'Ambiente e di tutti gli esseri viventi; ma non segreta.
La protezione e la cura del Pianeta non deve essere fatta da una società segreta, ma da ognuno di noi.


Mi fermo qui.
L'ora è tarda...forse Gandalf il Grigio sta galoppando verso Isengard in cerca di un consiglio di Saruman, grazie ad un bambino che guarda ancora con occhi sognanti la TV.
Fuori il vento continua a soffiare.
Mare tace.
Cielo osserva.
Ma dentro di me, le domande restano accese.

E questa lettura è talmente avvincente… che emoziona anche solo narrarla.

martedì 24 giugno 2025

FONDAZIONE I - Isaac ASIMOV

Le emozioni, caro Seldon, influenzano moltissimo il comportamento umano,
ben più di quanto si immagini.
Non ha idea di quanto si possa ottenere con un piccolissimo tocco
e di quanto io sia riluttante a intervenire.
(Demerzel, pag. 376) 

Caro Blog,
ieri abbiamo iniziato insieme uno splendido viaggio nell'universo asimoviano.

Oggi vorrei continuare l'esplorazione del Ciclo della Fondazione, raccontandolo come un itinerario di tre tappe, scandite dai tre volumi editi Mondadori che mi hanno accompagnato in questi ultimi mesi.

I libri seguono l'ordine cronologico interno alla storia, cioè la linea temporale naturale degli eventi narrati.

Allacciamo le cinture e prepariamoci al salto iperspaziale!

Per il nostro viaggio ci serve un itinerario mentale da seguire: partenza - viaggio - arrivo.


PARTENZA:

Stiamo esplorando il volume Fondazione I (ed. Mondadori), che contiene due romanzi del ciclo classico della Fondazione e sono considerati prequel del Ciclo stesso.
Sono stati scritti a quasi quarant'anni di distanza dal primo racconto e Asimov li ha concepiti come inizio logico e narrativo della saga.

Quando scrivevo i primi racconti della Fondazione,
non avevo idea che un giorno li avrei legati all’universo dei Robot.
Ora sento che tutto è connesso, e questo mi dà pace.
(I. Asimov)


Il volume include:

1. Preludio alla Fondazione (Prelude to Foundation, 1988)
2. Fondazione Anno Zero (Forward the Foundation, 1993, postumo).

Il mio libro preferito è Preludio alla Fondazione.
Il motivo è semplice: è qui che incontriamo uno dei protagonisti centrali della saga Hari Seldon e assistiamo alla nascita della psicostoria.


VIAGGIO:

Siamo su Trantor, il pianeta-capitale dell'Impero Galattico, circa trent'anni prima degli eventi della Fondazione classica.
Hari, un giovane matematico, partecipa a un convegno di scienze dove ha appena presentato una teoria astratta: prevedere il futuro attraverso la matematica.
Da questo istante, la sua vita cambia per sempre.
Il governo e le varie fazioni politiche iniziano a corteggiarlo, spiarlo o minacciarlo, cercando di sfruttare la psicostoria per i propri fini.
Hari si ritrova coinvolto in un’odissea tra i vari settori di Trantor, ognuno con una cultura diversa, mentre cerca di capire come rendere reale la sua teoria.

Ma la psicostoria non esiste ancora: è un’ipotesi.
È impossibile - in un primo momento.
Diventerà poi probabile in teoria.
E infine pagina dopo pagina, attraverso un avvincente viaggio personale e intellettuale, Hari arriverà a svilupparla.

E come ci siamo raccontati proprio ieri, per crescere, per migliorare saranno importanti gli incontri, le amicizie create con altri personaggi.

Ne citerò solo tre, evitando di farti troppe anticipazioni:

• l'enigmatico giornalista Chetter Hummin, dalle risorse inesauribili e misteriose, sarà una specie di mentore per Seldon; un personaggio da attenzionare!

• la dottoressa Dors Venabili, abile storica che affiancherà Hari durante tutta la sua vita; la loro collaborazione si evolverà in un rapporto solido e profondo e il suo nome sarà per tutta la vita legato a quello di Hari Saldon; non ti nascondo che è diventato in assoluto, uno dei miei personaggi femminili preferiti, non solo della saga!

• il brillante matematico Yugo Amaryl, scoperto da Hari nei bassifondi; diventerà prezioso amico e instancabile collaboratore.

(Per Eto Demerzel ci vorrebbe un post a parte. Ma mi fermo a tre, come promesso.)


Il secondo libro contenuto in Fondazione I è: Fondazione Anno Zero.
Fu pubblicato postumo nel 1993.
Lo stile è più introspettivo, più complesso.

Seguiamo Hari Seldon negli ultimi anni della sua vita, quando ormai Primo Ministro dell’Impero, sta cercando di trasformare in realtà la sua teoria sulla psicostoria.
Conosciamo nuovi personaggi ovviamente, tra i quali non possiamo non citare Wanda Seldon, nipote prediletta del nostro Professore.
Mostrerà abilità particolari che porteranno Hari a prendere delle decisioni importanti e fondamentali per la storia dell'Umanità. 
Bisogna accelerare e consolidare la psicostoria, il tempo sta per finire.
Non si può lasciarla nelle mani del potere imperiale e bisogna proteggere il progetto da nemici politici, spie e guerre civili. 
Si gettano le basi per preparare la Prima Fondazione e non solo. Proprio grazie alla presenza di Wanda, Hari capisce che è necessario un secondo progetto segreto: la Seconda Fondazione.

Questo romanzo, abbiamo detto, è diverso dagli altri.
Permeato da melanconia e lucidità è l’addio di Asimov alla saga.
Si avverte un tono più intimo e riflessivo, rispetto all’ottimismo lucido dei primi racconti.
Siamo in compagnia di un Seldon sempre più anziano e stanco; ormai pronto anche lui a lasciarci.
Invecchia, si affatica, ma non ha smesso mai di lottare per il futuro dell’umanità.

E Asimov, insieme con lui, ci regala pagine di grande bellezza.


ARRIVO:

Durante la lettura non puoi non riflettere sul mondo che ci circonda e su quanto siano veritiere e simili alla nostra realtà, le parole scritte da Asimov quasi 40 anni fa, per un mondo del futuro.

Le persone potevano sopravvivere psicologicamente solo ignorandosi a vicenda.
Gli occhi non si posavano mai su qualcosa.
Le menti si chiudevano, c'era un'intimità artificiale,
ognuno era avvolto da una cortina di nebbia alzata volutamente.
(pagg. 282-283)

E allora ti rendi conto di quanto sia preziosa la conoscenza, la ricerca, lo studio.
Ma anche di quante implicazioni, responsabilità ci siano dietro una scoperta, un'invenzione.
Come si gestisce una scoperta capace di cambiare la storia?
Quali sono "le mani" a cui affidarla? E da quali difenderla?
Può una teoria predittiva giustificare manipolazioni o sacrifici?
La vita di un singolo vale di più, o meno rispetto a una collettività?

Insomma, è una lettura che va oltre la semplice idea che si può avere della fantascienza.
Anzi direi: non è solo fantascienza!


Molti lettori iniziano dalla trilogia classica (Fondazione – Fondazione e Impero – Seconda Fondazione).
Ma credo che le scelte editoriali odierne abbiano un ordine cronologico e coerente, che ci permette di apprezzare meglio la connessione con il mondo dei Robot.

Sapere che i prequel sono scritti per ultimi è importante: Asimov riscrive il passato del suo universo con la consapevolezza del futuro.
Ed è un atto da vero maestro.