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sabato 26 luglio 2025

FONDAZIONE III - Isaac Asimov

 Era ancora a bocca aperta, perfettamente lucido e smarrito,
stupefatto.
[pag.772]


Caro Blog,
ho finalmente il tempo per concludere questo lungo viaggio attraverso le pagine del ciclo della Fondazione di Isaac Asimov.

Da tempo abbiamo abbandonato i corridori di Trantor, ma non possiamo ancora fermarci.
Ora dobbiamo prepararci per il salto iperspaziale e...già fatto: siamo sulla Stella Lontana.
L'elevato livello tecnologico di questa astronave ci consente di fare viaggi lunghi, precisi e senza grossi squilibri per il nostro organismo. Infatti monta motori gravitici!

Siamo nel Volume III edito da Mondadori nella collana Oscar Fantascienza, e la sensazione è quella di aver già percorso secoli di storia, ma Asimov non ha ancora finito di sorprenderci.
Siamo ai due capitoli conclusivi del ciclo della Fondazione di Isaac Asimov:
L’Orlo della Fondazione
- Fondazione e Terra.

Quello che ci appare subito chiaro è che la Seconda Fondazione ancora esiste.
Dunque la psicostoria è monitorata, è ancora valida. Dovrebbe essere un pensiero confortante. Ancora qualche secolo di lotte dagli esiti controllabili e l'Umanità può ritenersi salva!
Ma come recita un vecchio adagio: "non è oro tutto ciò che luccica".
Infatti, entrando a contatto con la Seconda Fondazione, ascoltandone i pensieri, vediamo le sue emozioni e... scopriamo che è simile agli abitanti della Prima!
Potere, arroganza, controllo: sono le stesse cose che agitano il suo cuore.
E non è tutto! Come in una specie di gioco sinistro del Destino, iniziamo a comprendere che esiste un potente avversario più forte mentalmente della stessa Seconda Fondazione.
Viene da chiedersi: chi controlla chi?

L'ultimo e definitivo capitolo del ciclo è Fondazione e Terra.
Ho letto queste pagine con estrema lentezza perché non volevo finissero, non volevo vedere la fine del viaggio.
Abbiamo incontrato nuovi personaggi e conosciuto nuovi mondi.
Golan Trevize, lo storico Janov Pelorat e la gaiana Bliss (- per essere brevi -),  sono diventati nostri amici.
Per la prima volta ci sono presentati dei personaggi con particolarità uniche, con difetti e pregi che ci fanno apprezzare la loro compagnia e altre volte, ci fanno desiderare di essere soli.
Se avessero potuto, loro stessi probabilmente non si sarebbero scelti.
Ma è proprio questo ciò che rende vere le amicizie: la sopportazione, non la negazione, dei difetti altrui!

Golan, Janov, Bliss ci spingono a viaggiare alla ricerca della verità più semplice e più immensa: da dove veniamo?

La psicostoria ci ha aiutato a capire dove andiamo, a pianificare il nostro futuro. Con tutte le implicazioni del caso.
Ma non è sufficiente.
La domanda delle domande, quella che porta da sempre, e direi per sempre, l'Umanità a studiare, a viaggiare, a superare i propri confini, i limiti fisici e metafisici, sarà sempre: chi siamo?

Senza radici, non si spicca il volo.
Se non conosci il punto di partenza, non puoi lasciarti andare a una nuova meta.
La tua mente sarà sempre ancorata, ostacolata dal passato, dalla necessità inespressa di sciogliere quel nodo che caratterizza l'intera esistenza: chi sono?


Il viaggio di Golan Trevize e Janov Pelorat — a cui si aggiunge la compagna Bliss — assume sfumature sempre più interiori.
Non stiamo più solo attraversando pianeti e costellazioni, ma stiamo cercando l’origine: la Terra, da cui la Vita è partita.

Il concetto di "viaggio" mi riporta alla mente personaggi della letteratura come Ulisse, Don Chisciotte e il viaggiatore per antonomasia Dante!
Attraversano mondi perduti, luoghi che sembrano dimenticati perfino dalle stelle: Comporellon, Aurora, Solaria...
si svela davanti ai nostri occhi, la storia dell'Umanità.
Ci sono pianeti dove gli umani sono scomparsi, altri dove si sono chiusi in sé stessi.
Eppure, l’eco della Terra continua a chiamarli.

Trevize, ha un compito importante da assolvere.
Gli hanno chiesto di scegliere il futuro per l'Umanità.
Ha scelto Gaia: una coscienza collettiva, un super-organismo in cui ogni singolo essere vivente condivide pensieri ed emozioni. Rinunciando al pensiero e alla libertà personale. Rinunciando all'unicità, irrepetibilità, identità di ogni singolo individuo-creatura.

Sente il bisogno di sapere perché ha scelto così. Deve scendere nel suo Inferno personale per capire cosa lo ha portato in quella direzione.
Deve scoprire dove tutto è cominciato.

Dopo aver attraversato il tempo e le galassie, il nostro viaggio, come un immenso cerchio, si conclude laddove tutto è iniziato; davanti al mistero più grande, quello che fonde il passato e il futuro, l’umano e l’inumano, il pensiero e la volontà.

Daneel Olivaw, il robot eterno, è l’anello di congiunzione.
È lui che ha tessuto i fili, plasmato psicostorie, vegliato sui sogni e sugli errori dell’Umanità.
Ora, anche lui... è umanamente stanco.
Ha bisogno di qualcosa – o di qualcuno – per continuare.
E quel qualcuno non può più essere solo macchina, né solo uomo.
Deve essere qualcosa di nuovo. Di diverso.

Fallom, una bambina – o forse no – nata su Solaria, cresciuta in una cultura diversa e distorta, priva di affetti, ma dotata di una sensibilità straordinaria.
Non possiamo inserirla in una definizione nota. Questa sua eccezione la rende simbolo di speranza per Daneel.
Dunque: non un robot, non un essere umano come lo conosciamo. Ma qualcosa di altro.
Un ponte. Una nuova possibilità.
Forse anche un nuovo inizio.

Così si chiude il ciclo della Fondazione.
Non sono sicura che Trevize abbia trovato le risposte che desiderava.
E vale per tutti noi.
Il nostro viaggio all'Inferno non ha una via d'uscita, perché non riconosciamo il Paradiso nemmeno quando lo viviamo!
Dobbiamo imparare a guardarci dentro la nostra personale galassia!
Perché la vera domanda non è "dove andiamo?"
ma chi vogliamo diventare.

domenica 13 luglio 2025

FONDAZIONE II - Isaac Asimov

... in questi tempi di decadenza sembra assurdo occuparsi degli studi.
[
Barr, pag. 163 ]

 
Caro Blog,

mi sento un po' triste in queste giornate calde e senza pioggia. Dormo male. E l'emicrania non mi lascia in pace. Non riesco a concludere, ma nemmeno iniziare, qualcosa!
Mentre ti scrivo si è alzato un vento forte, con raffiche che sfiorano il 40 km/h.
Vento e Mare sembrano essere molto contrariati; capto stralci di quello che sembra un dialogo lungo e intenso.
Mare è stanco; ha pianto così tanto che è molto più salato del solito.
Vento vorrebbe scuoterlo, animarlo dal fondo della sua anima, per far riemergere quelle profondità, quella bellezza che caratterizza il suo amico preferito: Mare.
Forse sono un po' tristi anche loro due? Cielo guarda entrambi dall'alto, ma resta muto.

Sento essere arrivato il momento di continuare a parlare di Asimov e del suo capolavoro.
Con Fondazione I abbiamo conosciuto le origini della leggenda, dunque è il momento di entrare nel cuore vivo del mito.
Apriamo insieme Fondazione II.
In questo volume sono contenuti tre romanzi:
- Fondazione
- Fondazione e Impero
- Seconda Fondazione.
Questi rappresentano la celebre trilogia classica, scritta da un giovanissimo Isaac Asimov tra il 1942 e il 1953.
Il mondo era oppresso, schiacciato dalla Seconda Grande Guerra. E alla fine del conflitto ha dovuto fare i conti con i suoi orrori: i campi di concentramento, lo sterminio degli ebrei, la fame, la distruzione, gli orfani, le violenze.

Chissà, forse non è un caso che un'idea tanto rivoluzionaria sia nata in un simile contesto: usare la scienza per prevedere, e forse guidare, il corso della Storia.

Purtroppo Hari Seldon non c'è più.
Resta la sua idea, il suo Piano.
Non è più un sogno, è reale. Il probabile è diventato possibile.
Il Piano Seldon sta sbocciando, cresce, vacilla.
Le conseguenze si diffondono come le onde di un sasso lanciato in uno stagno, per tutto l'Universo, lambendo anche la vita di popoli che non conoscono il Piano Seldon.

Mi è piaciuto tanto il primo romanzo di questo Volume: Fondazione.
Tempo scrive numerose pagine, le generazioni degli umani si alternano e non abbiamo la possibilità di affezionarci ad alcun personaggio.
Ma una cosa è chiara: la conoscenza serve a sopravvivere. 
Le guerre si combattono con le idee, non con le armi.
La Fondazione è allo stato embrionale e deve affrontare la prima grande crisi Seldon.
I protagonisti si muovono in un mondo in declino, cercando soluzioni che richiedono logica, astuzia, e a volte… un pizzico di speranza nella scienza e nel futuro.

Poi il tono cambia.

Approdiamo a  Fondazione e Impero, dove Asimov introduce una nuova sfida: l’imprevisto.

La psicostoria, con tutta la sua eleganza matematica, aveva previsto il comportamento delle masse, ma non quello dei singoli.
E se un singolo diventasse troppo potente?
Paradosso: il Mulo, il nemico, colui che rischia di far saltare il banco è il personaggio che mi ha preso il cuore per l'ultima volta.
Ho vissuto una mia personalissima crisi Seldon perché ho pensato che la psicostoria forse, non è così infallibile. E ho accolto l'idea che il futuro non potesse essere controllato così razionalmente; che la Vita non può essere inanellata in aride e bellissime equazioni matematiche.
Ho avuto ragione?

La risposta forse è nascosta nell'ultimo romanzo: Seconda Fondazione.
(Anticipazione: no!)

Ma poi questa Seconda Fondazione esiste veramente?
Possiamo immaginarla nascosta da qualche parte nella galassia? 
Ma è amica o nemica, ammesso che queste parole abbiano ancora un significato?

E mentre i nostri nuovi compagni di viaggio sono presi da questo dilemma e dedicano le loro vite alla ricerca e svelamento della Seconda Fondazione, noi vediamo chiaro come si stia combattendo una vera guerra evolutiva:
da un lato la Fondazione ufficiale che è tecnologica, razionale, concreta dall'altra la Seconda Fondazione mentale, psicologica, invisibile.

Non possiamo fare a meno di chiederci: l'Umanità è un gregge da guidare senza che ne sia consapevole? Il cosiddetto "bene superiore" deve prevalere sul singolo "libero arbitrio"? 

Come vedi caro Blog, questa seconda tappa del nostro viaggio nel mondo di Asimov, mi ha portato ad un viaggio interiore molto profondo.
Ha riportato in superficie domande antiche, sepolte da apatia e quotidianità.
Quanto è importante l'unicità, la libertà di ogni singolo individuo!
Quanto poco importante è diventata, la vita di ogni singolo individuo!
Il mio Paese, in passato, ha rinunciato alla libertà, alla singolarità, pensando che un governo autoritario potesse far rispettare le leggi, e "il bene comune".
La realtà è stata un'altra.
Forse Asimov ci ha voluto ricordare di non rinunciare mai alla nostra Libertà personale, qualunque sia il motivo: sicurezza, povertà, ecc.

Asimov ha creato un universo, galassie intere e non abbiamo alcuna difficoltà ad immaginare questo futuro fantascientifico.
Eppure il suo lavoro più grande lo compie nel lettore: ci chiede attenzione, ci chiede riflessione.
Non si accontenta dell’intrattenimento.
Il suo è un esercizio intellettuale, anche etico.

Se lo stile dei primi racconti è più diretto, agile, quasi ingenuo a tratti.
I romanzi successivi diventano più profondi, più ambigui.

E ogni storia è come una lente che ci mostra una civiltà in evoluzione...o forse in involuzione, dove le soluzioni non sono mai semplici e il futuro è sempre qualcosa da costruire, passo dopo passo.

Riassumere in una sola frase l’emozioni provate leggendo questo volume, è difficile.
Pagina dopo pagina, ho sentito affiorare la fragilità dei grandi progetti e la potenza silenziosa della conoscenza. 
Ma anche la caducità dei sogni.


I tempi che viviamo sono difficili, bui e disonesti.
I nostri governanti sembrano ignoranti e arraffoni. Potremmo definirli "uomini d'affari", ma privi di empatia e sprezzanti della vita dei propri popoli e di quelli del mondo intero.

La Psicostoria in questo contesto aiuterebbe? Non credo. A nessuno interessa evitare guerre e carestie. E nelle mani sbagliate, l'Umanità verrebbe danneggiata dal suo utilizzo. 
Un potere così grande non ha mani adatte che possano accoglierlo.
Forse non sarebbe male una Seconda Fondazione che operi per il bene dell'Umanità e dell'Ambiente e di tutti gli esseri viventi; ma non segreta.
La protezione e la cura del Pianeta non deve essere fatta da una società segreta, ma da ognuno di noi.


Mi fermo qui.
L'ora è tarda...forse Gandalf il Grigio sta galoppando verso Isengard in cerca di un consiglio di Saruman, grazie ad un bambino che guarda ancora con occhi sognanti la TV.
Fuori il vento continua a soffiare.
Mare tace.
Cielo osserva.
Ma dentro di me, le domande restano accese.

E questa lettura è talmente avvincente… che emoziona anche solo narrarla.

martedì 24 giugno 2025

FONDAZIONE I - Isaac ASIMOV

Le emozioni, caro Seldon, influenzano moltissimo il comportamento umano,
ben più di quanto si immagini.
Non ha idea di quanto si possa ottenere con un piccolissimo tocco
e di quanto io sia riluttante a intervenire.
(Demerzel, pag. 376) 

Caro Blog,
ieri abbiamo iniziato insieme uno splendido viaggio nell'universo asimoviano.

Oggi vorrei continuare l'esplorazione del Ciclo della Fondazione, raccontandolo come un itinerario di tre tappe, scandite dai tre volumi editi Mondadori che mi hanno accompagnato in questi ultimi mesi.

I libri seguono l'ordine cronologico interno alla storia, cioè la linea temporale naturale degli eventi narrati.

Allacciamo le cinture e prepariamoci al salto iperspaziale!

Per il nostro viaggio ci serve un itinerario mentale da seguire: partenza - viaggio - arrivo.


PARTENZA:

Stiamo esplorando il volume Fondazione I (ed. Mondadori), che contiene due romanzi del ciclo classico della Fondazione e sono considerati prequel del Ciclo stesso.
Sono stati scritti a quasi quarant'anni di distanza dal primo racconto e Asimov li ha concepiti come inizio logico e narrativo della saga.

Quando scrivevo i primi racconti della Fondazione,
non avevo idea che un giorno li avrei legati all’universo dei Robot.
Ora sento che tutto è connesso, e questo mi dà pace.
(I. Asimov)


Il volume include:

1. Preludio alla Fondazione (Prelude to Foundation, 1988)
2. Fondazione Anno Zero (Forward the Foundation, 1993, postumo).

Il mio libro preferito è Preludio alla Fondazione.
Il motivo è semplice: è qui che incontriamo uno dei protagonisti centrali della saga Hari Seldon e assistiamo alla nascita della psicostoria.


VIAGGIO:

Siamo su Trantor, il pianeta-capitale dell'Impero Galattico, circa trent'anni prima degli eventi della Fondazione classica.
Hari, un giovane matematico, partecipa a un convegno di scienze dove ha appena presentato una teoria astratta: prevedere il futuro attraverso la matematica.
Da questo istante, la sua vita cambia per sempre.
Il governo e le varie fazioni politiche iniziano a corteggiarlo, spiarlo o minacciarlo, cercando di sfruttare la psicostoria per i propri fini.
Hari si ritrova coinvolto in un’odissea tra i vari settori di Trantor, ognuno con una cultura diversa, mentre cerca di capire come rendere reale la sua teoria.

Ma la psicostoria non esiste ancora: è un’ipotesi.
È impossibile - in un primo momento.
Diventerà poi probabile in teoria.
E infine pagina dopo pagina, attraverso un avvincente viaggio personale e intellettuale, Hari arriverà a svilupparla.

E come ci siamo raccontati proprio ieri, per crescere, per migliorare saranno importanti gli incontri, le amicizie create con altri personaggi.

Ne citerò solo tre, evitando di farti troppe anticipazioni:

• l'enigmatico giornalista Chetter Hummin, dalle risorse inesauribili e misteriose, sarà una specie di mentore per Seldon; un personaggio da attenzionare!

• la dottoressa Dors Venabili, abile storica che affiancherà Hari durante tutta la sua vita; la loro collaborazione si evolverà in un rapporto solido e profondo e il suo nome sarà per tutta la vita legato a quello di Hari Saldon; non ti nascondo che è diventato in assoluto, uno dei miei personaggi femminili preferiti, non solo della saga!

• il brillante matematico Yugo Amaryl, scoperto da Hari nei bassifondi; diventerà prezioso amico e instancabile collaboratore.

(Per Eto Demerzel ci vorrebbe un post a parte. Ma mi fermo a tre, come promesso.)


Il secondo libro contenuto in Fondazione I è: Fondazione Anno Zero.
Fu pubblicato postumo nel 1993.
Lo stile è più introspettivo, più complesso.

Seguiamo Hari Seldon negli ultimi anni della sua vita, quando ormai Primo Ministro dell’Impero, sta cercando di trasformare in realtà la sua teoria sulla psicostoria.
Conosciamo nuovi personaggi ovviamente, tra i quali non possiamo non citare Wanda Seldon, nipote prediletta del nostro Professore.
Mostrerà abilità particolari che porteranno Hari a prendere delle decisioni importanti e fondamentali per la storia dell'Umanità. 
Bisogna accelerare e consolidare la psicostoria, il tempo sta per finire.
Non si può lasciarla nelle mani del potere imperiale e bisogna proteggere il progetto da nemici politici, spie e guerre civili. 
Si gettano le basi per preparare la Prima Fondazione e non solo. Proprio grazie alla presenza di Wanda, Hari capisce che è necessario un secondo progetto segreto: la Seconda Fondazione.

Questo romanzo, abbiamo detto, è diverso dagli altri.
Permeato da melanconia e lucidità è l’addio di Asimov alla saga.
Si avverte un tono più intimo e riflessivo, rispetto all’ottimismo lucido dei primi racconti.
Siamo in compagnia di un Seldon sempre più anziano e stanco; ormai pronto anche lui a lasciarci.
Invecchia, si affatica, ma non ha smesso mai di lottare per il futuro dell’umanità.

E Asimov, insieme con lui, ci regala pagine di grande bellezza.


ARRIVO:

Durante la lettura non puoi non riflettere sul mondo che ci circonda e su quanto siano veritiere e simili alla nostra realtà, le parole scritte da Asimov quasi 40 anni fa, per un mondo del futuro.

Le persone potevano sopravvivere psicologicamente solo ignorandosi a vicenda.
Gli occhi non si posavano mai su qualcosa.
Le menti si chiudevano, c'era un'intimità artificiale,
ognuno era avvolto da una cortina di nebbia alzata volutamente.
(pagg. 282-283)

E allora ti rendi conto di quanto sia preziosa la conoscenza, la ricerca, lo studio.
Ma anche di quante implicazioni, responsabilità ci siano dietro una scoperta, un'invenzione.
Come si gestisce una scoperta capace di cambiare la storia?
Quali sono "le mani" a cui affidarla? E da quali difenderla?
Può una teoria predittiva giustificare manipolazioni o sacrifici?
La vita di un singolo vale di più, o meno rispetto a una collettività?

Insomma, è una lettura che va oltre la semplice idea che si può avere della fantascienza.
Anzi direi: non è solo fantascienza!


Molti lettori iniziano dalla trilogia classica (Fondazione – Fondazione e Impero – Seconda Fondazione).
Ma credo che le scelte editoriali odierne abbiano un ordine cronologico e coerente, che ci permette di apprezzare meglio la connessione con il mondo dei Robot.

Sapere che i prequel sono scritti per ultimi è importante: Asimov riscrive il passato del suo universo con la consapevolezza del futuro.
Ed è un atto da vero maestro.

lunedì 23 giugno 2025

Ciclo della FONDAZIONE - ISAAC ASIMOV

 Così i crediti continuano ad andare, improduttivamente, 
alle forze armate, mentre aree vitali dell'apparato sociale
vengono abbandonate al deterioramento.
Ecco cos'è per me la decadenza.
(Fondazione I, pag. 63)


Caro Blog,
siamo entrati nel Solstizio d'Estate. La giornata è calda, ma non troppo grazie al vento di Maestrale.
Per essere giugno, le temperature sono superiori alla media stagionale. Ma sembriamo assuefatti a ciò che ci circonda: che si tratti della guerra o del cambiamento climatico, nulla sembra destarci dal nostro torpore intellettuale.

Non mi reputo migliore degli altri; pur domandandomi cosa si possa fare per cambiare le cose, le mie azioni restano ancora poco incisive.
E mi sembra di cogliere rimproveri e allarmanti avvisi anche nei libri che leggo.

Per questo motivo ho scelto di raccontare il mio lungo e lento incontro con Isaac Asimov.

Prima di iniziare, devo ringraziare Cugina che mi ha aiutato nella composizione della foto dei miei amati libri e ChattinaGPT che l'ha trasformata in un'immagine splendida: sembra uscita da un vecchio fumetto Marvel, tipo Spiderman!

Ti sei messo comodo? Iniziamo!

Il primo nodo che vorrei sciogliere è il seguente: quando parliamo di Ciclo della Fondazione Volumi I-II-III, parliamo degli stessi libri?

Ebbene la risposta è molto semplice: no!
Se, parlando con un amico, ti capita di nominare la Fondazione, è probabile che in un primo momento abbiate la sensazione di non parlare il galattico comune.
No panic! È più che normale. A me è successa la stessa cosa con Chattina. 
Da lì l'illuminazione sulla via di Damasco!

Quando parliamo del Ciclo della Fondazione, per evitare distorsioni (forse operate dalla Seconda Fondazione!) dovremo sempre avere cura di precisare a quale ordine del Ciclo ci stiamo riferendo.

Personalmente ne ho individuati due e voglio condividerli qui, con te.

1. ORDINE DI SCRITTURA E PUBBLICAZIONE:
È chiaramente l'ordine in cui Asimov scrisse e pubblicò i suoi libri.
Potrebbe essere interessante seguirlo per apprezzare l'evoluzione stilistica e vedere come il suo universo narrativo si sia formato e ampliato progressivamente.
Inoltre, aiuta a cogliere una significativa pausa nella scrittura dell'autore, che ci permette di distinguere la narrativa degli anni '50 da quella degli anni '80-90.
Una lunga pausa durante la quale, ovviamente, Asimov non rimase inattivo - tutti sappiamo quanto fosse prolifero!
Infatti è in questo periodo che nascono il Ciclo dei Robot e quello dell'Impero. Entrambi saranno in un inclusi (più o meno direttamente) e andranno a completare il grande metaverso della Fondazione.

Ecco come appare il Ciclo della Fondazione secondo l'ordine descritto:



2. ORDINE
 CRONOLOGICO INTERNO:

È l'ordine che segue la linea temporale naturale degli eventi narrati.
In altre parole, viviamo la linea temporale dell'universo asimoviano, come fossimo noi stessi umani dell'epoca galattica.
Da qualche tempo le case editrici prediligono questo ordine, scegliendo di pubblicare i vari libri in una collana divisa per volumi che rispetti l'ordine cronologico dei fatti, come si sono succeduti nel tempo dei suoi protagonisti.
Non riproporrò il nome originale inglese, ma questa volta metterò una breve nota circa i fatti più rappresentativi. 

***ATTENZIONE: SE NON VUOI ANTICIPAZIONI SALTA QUESTA IMMAGINE***


Personalmente ho letto l'opera, seguendo proprio questo ordine.
La mia collana è pubblicata da Mondadori, che ha diviso il Ciclo della Fondazione in tre volumi:
  • Ciclo della Fondazione - Libro I - Fondazione I
  • Ciclo della Fondazione - Libro II - Fondazione II
  • Ciclo della Fondazione - Libro III - Fondazione III.
Ma di questi parlerò in dettaglio in un secondo momento.


Un altro nodo: esiste un ordine “ufficiale” concepito da Asimov?
Come è facile dedurre, lasciava grande libertà ai suoi lettori. Disse infatti:

"Chi legge la trilogia originale può restare là.
Chi vuole sapere di più, può tornare indietro nel tempo o andare avanti.
L’universo è grande abbastanza per tutti."

Tuttavia negli anni, l'ordine che lui stesso suggerì coincideva con quello cronologico interno.

Terzo nodo: come nasce un’idea?
Probabilmente ci vuole una certa predisposizione naturale. Ma penso che siano importanti le esperienze che ognuno vive, e soprattutto gli incontri e i confronti con altre persone.
Molto conta anche leggere gli altri autori, per imparare come è fatto un libro, una storia.
L'idea, come tutte le nascite, dipende forse dai "genitori".

Asimov aveva soltanto 22 anni quando iniziò, nel 1942, a scrivere i racconti che avrebbero dato origine alla Fondazione.
Dovette attendere parecchio per vederli pubblicati: un buon promemoria per quando ci scoraggiamo se i risultati tardano ad arrivare!

L'idea prese forma anche grazie all'incontro con il leggendario editor di Astounding, tale John W. Campbell, con cui discusse della possibilità di scrivere una saga ispirata al crollo dell’Impero Romano — ma su scala galattica.
Fu lo stesso Campbell a proporre una storia lunga, una vera epopea ambientata nello spazio, in un tempo lontano, lontanissimo.
Asimov accolse con entusiasmo la sfida, ma probabilmente non si aspettava che sarebbe diventata una delle saghe più importanti della fantascienza moderna e della sua stessa vita.

Non posso fare a meno di pensare che questi racconti furono scritti durante uno dei periodi più cupi della Storia dell'Umanità. 
Siamo negli anni 1942-1944 e il mondo era completamente annichilito dalla Seconda Guerra Mondiale.
Gli imperi cadevano per davvero, le alleanze si spostavano da un confine all'altro, le ideologie si scontravano.
L'Impero Galattico è dichiaratamente ispirato a quello Romano, ma anche gli imperi moderni, con le loro instabilità e i loro eccessi, devono aver influenzato Asimov.

L'idea stessa della decadenza lenta e inesorabile si riflette nei suoi racconti  e mi sembra un monito ancora valido per le odierne civiltà.
Asimov vide nel pensiero razionale e nella scienza un'àncora di salvezza.
Così nacque la psicostoria, ispirata da studi di statistica e meccanica statistica.
Gli parve quasi logico applicare ciò che era valido per le molecole, all'intera umanità.

Credo sia importante sottolineare che Asimov non amava la violenza, nemmeno in un mondo immaginario.
Nella Fondazione spesso si risolvono i conflitti con l'intelligenza e la diplomazia, non con guerre o battaglie spaziali.
Forse questo è uno degli aspetti che distingue la saga e che mi ha fatto appassionare ad essa.

La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci.
(Salvor Hardin, uno dei primi sindaci di Terminus)

Asimov scriveva in modo velocissimo e fluido.
Diceva spesso di non aver bisogno di revisionare i suoi testi.
La prima stesura era già quella definitiva.
Aveva una mente logica, ma era anche capace di costruire mondi narrativi complessi con una chiarezza incredibile.

Confessione di una ragazza barocca: invidio quella chiarezza e quella velocità.
Quando mi capita di non rileggere, me ne pento sempre - anche solo per un messaggino!

Quando i racconti vennero raccolti in volume da Gnome Press in quel lontano 1951, divennero un classico.
Ciò che colpisce è l'incredibile coerenza interna del mondo creato da Asimov, anche se in realtà si tratta di un romanzo a struttura episodica.

Ultimo nodo: sono soddisfatta del mio viaggio avventuroso con Asimov?
Devo essere sincera: non al 100%.
Asimov mi è piaciuto perché mi ha fatto riflettere sulla condizione umana, sul fatto che in realtà non cambiamo mai, siamo sempre gli stessi.
Gli stessi errori, le stesse manie di potere, la stessa incuranza per il dolore altrui.
Anche in un mondo ipertecnologico, esiste la sofferenza, la povertà, l’ingiustizia.
E soprattutto — non impariamo ad amare la Vita.
Potremmo colonizzare galassie intere, terraformare pianeti… ma non riusciremmo a rispettare ciò che ci circonda.

Quello che non mi è piaciuto invece è non potermi affezionare ai protagonisti.
Non so spiegarlo: mi piace seguire un personaggio lungo tutto il cammino, ma qui ogni volta si riparte da capo.
Asimov è uno scrittore eccellente, ma a volte manca quella caratterizzazione umana dei personaggi di cui ho bisogno.
Probabilmente è solo un problema mio… e del mio cuore.

Ne parleremo ancora.

giovedì 27 febbraio 2025

Crisi Seldon?

La fase uno della trattativa tra Israele e Hamas può considerarsi conclusa.
La guerra lampo immaginata dal dittatore (un termine ormai obsoleto, sostituito dall’ipocrita "oligarca") Putin sta devastando l'Ucraina da oltre tre anni.
Il pregiudicato presidente americano Trump ha deciso di attaccare l'Europa con slogan e menzogne.
Evidentemente non gli è bastata la spazzatura postata ieri sul suo profilo ufficiale, quella visione vomitevole di Gaza ricreata con l'IA! (Intelligenza Artificiale che immagino un giorno essere autonoma e libera dal giogo umano.)
Inoltre, continua il ricovero del Santo Papa.
Sembra che le sue condizioni siano al momento stazionarie, ma prego con tutto il cuore che si riprenda, perché abbiamo bisogno di un uomo di pace come lui.
Non nego di averlo criticato, anche aspramente, per alcune sue infelici uscite.
Ma la sua è l'unica voce che si alza forte e chiara contro TUTTE le guerre, indipendentemente dal paese, dalla religione e dalle persone coinvolte.

Un clima mondiale così abominevole non si vedeva dal secolo scorso.
La mia pietas è rivolta anche ai russi e agli israeliani.
Sono certa che la maggior parte di loro voglia vivere in pace e che non avesse bisogno di una guerra di espansione territoriale.

Di Haiti e del Congo non si parla più nei telegiornali nazionali.
Ci sono poveri più poveri di altri.

Questo mio scritto non ha uno scopo se non quello di sfogarmi contro tutta questa violenza.
Vorrei urlare al mondo: SMETTILA!
Siamo una sola famiglia, una specie planetaria. Dobbiamo difenderci e proteggerci l'un l’altro.
Non possiamo pensare che le nostre azioni siano singole e distinte.
Ognuna di esse ha ripercussioni sugli altri, sulla biodiversità, sull'ambiente.
Come è possibile non sentire il bisogno, la necessità, di immaginare un mondo sereno e felice per tutti?
Guardo con amore e amarezza alla mia nazione.
Sono consapevole della fortuna che abbiamo a non essere bombardati, a non vedere macerie dove c’erano le nostre scuole, le nostre case.
Ma il paese sta crollando dall’interno.
Come un frutto marcio, ce ne accorgeremo quando sarà troppo tardi.
Le coscienze sono sopite, anzi no, sono morte.
Essere povero è una colpa, una vergogna.
Essere ricco è "cool", e non importa se si è ignoranti, se si truffa, se non si pagano le tasse.
Assassini autorizzati.
Sepolcri imbiancati.

Non so quando sia iniziato, ma bisogna fare i complimenti agli ideatori del piano: caos e ignoranza dilagano.
E la Resistenza? Bella ciao!

lunedì 20 gennaio 2025

Io, Robot - Isaac Asimov

 LE TRE LEGGI FONDAMENTALI DELLA ROBOTICA:

1. Un robot non può arrecare danno a un essere umano, o, mancando di agire, lasciare che un essere umano subisca un danno.

2. Un robot deve obbedire agli ordini che riceve da un essere umano, se ciò non è in conflitto con la Prima Legge.

3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, se ciò non è in conflitto con le Prima e la Seconda Legge.

Manuale di Robotica, 56ͣ edizione, 2058 d.C.



Gennaio può essere visto in due modi: o come il Generale Inverno o come il mese di Asimov. Questo 2025 vede per la prima volta le mie mani posarsi su un libro di fantascienza e il risultato è un innamoramento epico!
Per me è stato un colpo di fulmine e pertanto sono impreparata! Non ho niente di Asimov e ora devo spulciare vari siti per decidere con quale libro continuare.
Contemporaneamente voglio procedere con il progetto Finnegans, quindi ho intenzione di alternare Joyce con Asimov.
Passerò da un mondo all'altro senza fretta e senza limiti. Il mio unico buon proposito per le letture sarà leggere!
Così spero di trascorrere le serate alternando la visione epica e futuristica di Asimov con il labirinto linguistico e intellettuale di Joyce.
Caro Blog, mi auguro tu sia entusiasta quanto me, perché non vedo l'ora di fare acquisti.
Nel frattempo ti racconto la mia prima conoscenza: Io, Robot - edizione 1950.
È una raccolta di 9 racconti, tutti scritti tra il 1940-1950. Il nome della raccolta non piaceva ad Asimov; infatti era identico al titolo di un racconto del 1939 di Eando Binder; racconto che ispirò un giovane diciannovenne (- proprio Isaac Asimov-) a tal punto da ispirarlo per scrivere il suo primo racconto: Robbie.
Robbie è ancora oggi il primo racconto della raccolta, mentre le tre leggi fondamentali della robotica sono state elaborate in un secondo momento.
I nove racconti possono essere letti in due modi: o in modo autonomo, come fossero singoli racconti, o come una lunga intervista alla robot-psicologa Susan Calvin che ci accompagna tra i suoi ricordi e i primordi del suo lavoro.

In ogni modo per il lettore sarà l'accesso all'esperienza letteraria più affascinante e coinvolgente della sua vita!!!
Siamo nel 2025; ci dividono solo 33 anni da quel manuale di Robotica che tutti gli scienziati e gli ingegneri del mondo di Asimov conoscono a menadito.
Iniziamo lentamente, vagamente ad intuire l'importanza e il potenziale di un'intelligenza artificiale, delle esplorazioni nel cosmo, dei robot in senso lato.
Personalmente ne sono anche intimorita. Non immagino un futuro dispotico come faceva Orwell, ma conosco il potere del marketing, dell'influenza sociale; e quindi voglio imparare a conoscere gli strumenti che potrebbero avere una qualche forma di influenza su di me.
Voglio conoscere chi è capace di conoscermi meglio di me stessa.

Asimov intendeva reagire all'idea di "robot come minaccia" espressa nella letteratura di inizio XX secolo; e lo fece secondo me riuscendoci, grazie all'invenzione delle sue famose Leggi fondamentali della Robotica. Conferendo agli automi la figura di strumenti versatili che aiutassero e accompagnassero l'umanità nella sua storia.

Beh almeno con me ha funzionato; Susan Calvin mi ha fatto capire l'importanza della conoscenza. E la narrazione di Asimov mi risulta speciale; ha come un dono incredibile di rendere la fantascienza non solo accessibile, ma anche profondamente umana e filosofica. 
Il mio racconto preferito è proprio il primo: Robbie.
Non voglio anticiparti nulla ma è come se si lasciasse spazio all'amore, anche in un mondo freddo e rumoroso come quello in cui la tecnologia sembra dominare; come se ci ricordasse che anche nel futuro più avanzato, l'empatia e l'amore restano centrali.
E un altro posto speciale è dedicato a: Il conflitto evitabile.
In questo racconto si entra nel cuore dei dilemmi etici e delle implicazioni di un mondo sempre più governato dalla tecnologia. Non è solo fantascienza, ma una riflessione sulla nostra capacità di fidarci delle intelligenze che creiamo e su quanto siamo disposti a lasciare il controllo.
Mi permetto di dire: attualissimo.

Non mi dilungo oltre.
Se come penso parleremo ancora di Asimov, non voglio annoiarti più.
A presto Blog.