martedì 31 dicembre 2024

Ciao 2024

 Caro 2024,

ho riflettuto su quello che è successo in questo ultimo anno e sono giunta alla conclusione che se le cose vanno in un certo modo è semplicemente perché così deve essere.
Ho provato a migliorarmi, a cambiare. Ho sofferto tanto. Ma sono ancora qui. Caparbia e volenterosa. Non mi sono arresa. Non mi arrendo.
La cosa che conta, l'unica veramente importante, è sapere in salute le persone che amo.
Non ho altro da chiedere alla Vita.

Il mondo è ingiusto.
Bambini che muoiono di fame e di freddo, non è umano. 
Gente che si saluta, sperando di rivedersi il giorno dopo e che una bomba non abbia loro distrutto case e vite, non è umano.
No, non è un mondo giusto, mio caro 2024.
Ed io non dovrei lamentarmi per com'è andata. Eppure lo faccio. Perché sono orribilmente umana; e la delusione, il fallimento sono duri da digerire.
Mi sembra che gli altri anche con difficoltà, ottengano ciò che vogliono; ma per me è diverso, non c'è ottenimento.
Penso a chi soffre veramente e cerco di esserti grata per quello che comunque mi hai dato.

Questo è il mio magro bottino; manca qualche volume, ma all'incirca ho letto 30 libri, la metà di quelli che avevo programmato. 
In totale sono circa 5000 pagine di lettura; più delle ipotizzate 10 pagine al giorno.
Mi dispiace non tanto l'aver mancato l'obiettivo dei 60 libri, quanto il non aver letto con costanza. Aver trascurato questa passione è stato come trascurare me stessa; come "andare a dormire senza aver lavato i denti". Una cosa che non potrei mai fare!
Inoltre mi sono resa conto di non aver letto dei libri memorabili. Riguardavo l'elenco e devo riconoscere che di alcuni amici non ricordo più nemmeno la trama. Di altri non posso dire di essere stata stravolta. Certamente sono tutti libri belli, perché per me non esistono brutti libri. Ma nel cuore credo che me ne rimarranno davvero pochi. E probabilmente è giusto anche che accada questo.
I miei libri del 2024, che porterò sempre con me, felice e soddisfatta di averli letti sono questi pochi:
  • Via col vento
  • Il nome della rosa
  • Piccolo Drago e Grande Panda
  • Piccolo libro di entomologia fantastica
Ho dato un'occhiata ai "buoni propositi" e devo dire che come sempre ne ho portati a casa pochissimi. Uno forse è il più sconvolgente di tutti. Ma ne parleremo più in là.
Oggi ti saluto con un sentito "grazie, 2024", perché anche se non sei stato un anno memorabile, sei stato un anno che ha visto crescere un piccolo cambiamento nella mia persona; su questo piccolo seme creo il ricordo di te.
Addio vecchio 2024,
grazie per tutti gli amici che continui a portare tra queste pagine, grazie per l'amore della mia famiglia, grazie per la fede che hai contribuito a cementare nel mio cuore.
Dissolviti con leggerezza e senza soffrire.
Buona ultima notte, buon San Silvestro.

lunedì 30 dicembre 2024

Sull'Amore - Hermann Hesse

 non potrò mai vivere neanche per un giorno
senza che la musica che ho nel cuore sia per me
l'essenziale.

Caro Blog,
ci siamo, stiamo per salutare il 2024. Ho guardato indietro e ho visto una me diversa; sono cambiata. Non tanto, ma quel poco che mi consente di andare avanti senza appesantire la vita di altri. Senza elemosinare amore, da chi amore non vuole darmi.
Sono un po' più calma; meno triste. Il mio mondo si è assestato e non mi dispiace. Sto bene nel mio mondo. Non faccio entrare più nessuno. E stasera mi sono regalata una possibilità. Mi sono iscritta ad un corso. Magari non parteciperò. Ma nel frattempo ho deciso di lasciare aperta questa porta.
Domani non credo di avere tempo per scriverti.
Quindi salutiamo insieme oggi questo 2024 e ho scelto di farlo con un ultimo amico: Hermann Hesse e la sua antologia dedicata all'amore. Sono presenti diversi stili: poesie, saggi, lettere, aforismi. In tutti i modi si può parlare di amore. Un amore che si slega dal senso di possesso. Un amore che coinvolge il nostro spirito e ci mette in contatto con gli altri, con l'altro e con il mondo intero. Un libro che mi è piaciuto molto, che affronta l'amore così come lo vede un adolescente; poi passa a considerare un amore più maturo e infine, il momento più alto, l'amore per l'umanità.

Una sintesi? Felice è chi sa amare. E non chiede nulla in cambio.
A mio parere è questo il messaggio di quel bambino nato in una grotta. Amare senza essere amati, senza aspettarsi nulla in cambio: è questo il senso dell'amore vero.

Caro Blog,
si conclude un anno cupo. Fatto di illusioni e sogni coltivati, ma che si sono avvizziti, si sono infranti. 
Però ci abbiamo provato.
I nostri propositi sono stati TUTTI traditi. Eppure mi sento una persona migliorata.
Il 2025 è solo un altro anno che arriva, che segue l'ordine numerico dettato dal calendario gregoriano. 
La Terra gira e noi comprendiamo che ha disegnato una intera orbita.
La mia Famiglia resta il sole della mia intera esistenza.
Non permetterò a nessuno di entrare nella mia atmosfera. Un errore che non ripeterò mai più. Lascio Persona nel 2024 e tutti quelli che tentano di affacciarsi nella mia vita come fossi un negozio dove "dare solo un'occhiata".
Ti ringrazio per esserci stato anche in questi 366 giorni. Non ci siamo parlati molto, ma se conto tutti i nostri post, potrei scoprire che ho passato più tempo con te che con quelli che si definiscono miei amici. Mah! Che gente strana.
Sarebbe bello se finalmente arrivasse la pace nel mondo.
L'orizzonte è ancora buio.
Lascio però accesa la speranza.

Buona fine 2024 caro Blog.
Che il 2025 ti sorrida e ti premi per essere così buono e gentile.
A presto
Lu



domenica 29 dicembre 2024

Piccolo Libro di Entomologia Fantastica - Fulvio Ervas

 Conosceva l'idea che madame Lamarr aveva della vita,
la rappresentava come un volo e non come una strada.
L'immagine della strada è illusoria,
tende a suggerire che vi siano sentieri noti, mete precise,
che ci si possa fermare a proprio piacimento al riparo di un albero o che si possa, a un tratto, salire sulle spalle di qualcuno.
Il volo è una miscela di forza e leggerezza, è lo sguardo abbandonato nell'azzurro del cielo,
è uno stato di grazia.

Buonasera caro Blog.
Di una cosa sono convinta: nel 2025 non voglio portarmi nulla del 2024, nemmeno i libri che ho letto.
Ecco perché anche stasera sono qui a presentarti questo amico.
Una lettura molto piacevole. Di quelle che puoi consumare in un lungo, solitario, domenicale pomeriggio.
Sono riuscita a leggerlo grazie alla lezione delle dieci pagine al giorno. Così da arrivare a circa 3650 pagine di lettura per il 2024. Credo di esserci riuscita, anche se dei libri che uso per i miei studi non ti parlo mai.
Quando ho comprato questo libro, ho pensato a Piccolo Guerriero che da grande vuole fare l'entomologo. Pertanto la copertina e il titolo mi avevano già conquistato. La storia è di tutto un altro tipo. Una storia che ti tocca nell'animo, perché parla di morte e di vita. Un ciclo obbligato che spesso ci spaventa, ci intristisce. Ma in queste pagine è così semplice, così chiaro, che l'unica domanda che mi sono fatta alla fine è stata: quali farfalle si potrebbero alzare in volo alla mia morte?
Fulvio Ervas è un prof. di Scienze Naturali e scrittore prolifero. Ha parecchi libri al suo attivo e mi piace leggere che i suoi studi sono stati diretti da un'attrazione nei confronti di tutti gli animali che non fossero l'Uomo.
Nella sua testa c'è un super affollamento di personaggi, che gli danno tregua solo se vengono riversati tra le pagine di un libro, di un racconto.
Forse è questo che fanno gli scrittori: parlano e conoscono persone che gli altri non vedono, e che solo grazie alla loro scrittura diventano visibili.

Ho imparato che le farfalle Monarca migrano attraverso un intero continente, tramandando da una generazione all’altra il segreto per non perdere la via. Quattro generazioni di viaggiatrici si alternano, e chi intraprende il viaggio non vedrà mai la Terra Promessa.
Che creature meravigliose.
Nel nostro libro le generazioni che si intrecciano sono tre: la prima è di adulti ormai alla fine del loro viaggio, la seconda è una generazione di genitori distanti, distratti, assenti, la terza è quella dei giovani, della vita che pulsa e ha urgenza di scoprire, sognare, andare avanti.
Daisy, Red, Imre, Ebony, Saul: ragazzini fuori dal comune, vivono in una città fredda e grigia, si animano grazie alla passione per gli insetti.
La loro avventura prende vita nel momento in cui scelgono di andare alla ricerca di una villa nella quale si narra vi sia un grande farfallario.
Emily, Melchiorre, il signor Flood, madame Lamarr e il dottor Greenway sono gli abitanti della mitica villa. Anche loro fuori dal comune con storie vissute da raccontare e condividere.
Un incontro quasi impossibile da immaginare, che cambierà tutti quanti i protagonisti.

Quando la farfalla virò, puntando alle distese del prato,
tutti si alzarono in piedi e presero a seguirla.
Le batterono le mani, accompagnandone il volo sino a quando si perse lontano.

sabato 28 dicembre 2024

Grande Panda e Piccolo Drago - James Norbury

 Questo libro è dedicato a tutti coloro che si perdono.

Caro Blog,
mi prendo una pausa dalla pausa natalizia...
Solo io posso fare una cosa simile.
Confesso il mio attuale stato di acuta tristezza, fino alle lacrime. Solite considerazioni provocate dalla maratona dei film di Natale: io sono un mostro a cui tutto deve andare male.
A casa abbiamo avuto dei piccoli incidenti domestici che hanno coinvolto i miei cari. Ed io avrei preferito toccassero a me, non a loro!
Naturalmente so bene che la vita è fatta di attimi, ma ho sempre la sensazione che scelgano di essere piccoli incidenti e mai piccole gioie.
Ho salutato una persona e in cuor mio ho avvertito una fitta acuta, come se non dovessi più rivederla. E se accadesse ne morirei, realmente. Inutile dirti che guardando la situazione mondiale, la mia tristezza mi fa sentire in colpa. È necessario trovare il giusto equilibrio, sembra più facile a dirsi che a farsi.

Per combattere il Buio che ho dentro, ho scelto di intraprendere la via della Gentilezza; piccoli gesti di cordialità che mi auguro abbiano strappato un sorriso a chi li ha ricevuti.
Era da secoli che mi ripromettevo di farlo e finalmente ho vinto la mia timidezza-codardia e ho spedito "quel bigliettino di auguri" che mi ripromettevo di scrivere da anni, ho offerto un caffè caldo a chi fa un lavoro difficile; cose così, piccole, stupide, silenziose.
Le rivoluzioni sono altre, ci mancherebbe, ma spero di contagiare gli altri con un pizzico di amore gratuito (e anonimo).

A proposito di gesti gentili, ti lascio in compagnia di questo piccolo e prezioso scrigno, edito Rizzoli: Grande Panda e Piccolo Drago. Una storia che mi ha ricordato Il bambino, la talpa, la volpe e il cavallo, letto qualche tempo fa, in un altro (- ennesimo-) momento di tristezza. Ha lo stesso stile: frasi piccoline e tanti splendidi disegni che ci aiutano a sognare un mondo di pace e amicizia.
Sarebbe bello se per una volta, i giornali scrivessero: SCOPPIATA PACE IN quella parte del mondo, o quell'altra.
Sarebbe bello se ci trovassimo in una fiaba e arrivasse il lieto fine. Dobbiamo accontentarci di una "pausa mentale" in compagnia di questi due improbabili amici. Ma tra le pagine di un libro, tutto è possibile.
Il loro è un viaggio molto speciale, lungo un anno, una vita. Osservano insieme il cambiamento delle stagioni e il mutare della Natura davanti ad ogni evento. Pur sapendo che dureranno poco, i fiori sbocciano e rimangono fedeli alla propria essenza. Ognuno di noi è in viaggio, anche chi si è smarrito lo è. Bisogna imparare a notare le piccole cose, anche quando si è sempre impegnati; perché certi momenti potrebbero non tornare più.

Il fiore di Piccolo Drago muore, perde tutti i fiori: "Ogni cosa viene e va, piccolo. Per questo tutto è così prezioso."
Questa è una lezione che ho appreso in Famiglia. Mi sento sempre fuori posto, dico sempre la cosa sbagliata, non vado mai bene ma...è la mia FAMIGLIA! Ed ogni momento con loro è unico. Non sappiamo quando tutto questo finirà. È un pensiero che mi terrorizza, mi paralizza! E sto imparando a non sprecare il tempo che ci è stato concesso.
Il Natale porta inevitabilmente a porsi delle domande, le cui risposte fanno male. Per questo sto cercando di cambiare ogni giorno. E credo siano stati dei giorni sereni, anche per questo.

Ti lascio con un'ultima lezione da imparare, ricordiamocela: "è difficile essere sempre gentili con gli altri" osservò Piccolo Drago. "È vero" disse Grande Panda. "E la cosa più difficile è essere gentili con sé stessi, ma bisogna provarci."

Grazie James Norbury per questa dose tascabile di gentilezza!

p.s. Avrei dovuto fare più foto natalizie.

mercoledì 25 dicembre 2024

Buon Natale

 

Caro Blog,
buon Natale! La Luce del mondo è finalmente arrivata ad illuminare le nostre vite. Spero di riuscire a dare il meglio di me, anche se in queste ore mi sono resa conto di quanto siano diversi i miei pensieri da quelli degli altri.
Ma non importa. Come ben sai sto lentamente smettendo di condividerli. Ora sono ad un passo dal raggiungimento del mio obiettivo.
Sono stata bravina: il mio voto per la giornata della Viglia è 6+
Ho perfino fatto gli auguri a TuSaiChi. Ho deciso di lasciarlo nel 2024. E credo di aver compiuto il passo giusto.
Non so cosa aspettarmi dal futuro. Ma per il momento vivo nel presente: Gesù Bambino è nato. Il Presepe è finalmente completo e per una volta, mi sento anch'io "completa". Come se non mi mancasse più niente. Sono pronta ad andare avanti caro Blog. Spero tu possa ancora esserci nella mia vita. Sei rimasto l'ultimo legame tra la mia anima e l'esterno. Ho tagliato tutti i ponti e mi sento in pace. Ed è questo che auguro a tutte le persone del mondo: di sentirsi in pace e di vivere in pace.

Buonanotte.

domenica 22 dicembre 2024

IV domenica d'Avvento

 Caro Blog,
ci siamo: Natale è praticamente alle porte.
Babbo Natale è alle prese con il raffreddore di Rodolfo. Ma sono sicura che ne verrà presto fuori.
La novità è che mi sono circondata di addobbi. Naturalmente "non volevo fare niente"; ma alle lucine non resisto e ne ho sistemate tante, per tutta casa.
Inoltre le mie collezioni di maglioni brutti e tazze natalizie si sono arricchite di svariati pezzi che però non ho usato. Già... niente maglione con la renna, niente canzoncine in auto. Nessuna voglia di fare "oh oh oh" (- dovrebbe essere "ho ho ho", ma in italiano ha un altro significato! Pietà di me, non riesco a cedere! -) e nessuna voglia di ammettere che ho fallito tutti i miei obiettivi, anche quest'anno!
Per farmi male, mi mangio un cioccolatino mentre ti scrivo!!!
Ormai sono una Grinch prima versione. Sono invecchiata, sono ingrassata, mi sono inacidita e sono diventata verde e pelosa. Nel 2024 lascerò definitivamente l'amore e la persona che lo rappresenta, ma soprattutto smetterò di preoccuparmi degli altri.
La bella notizia è che Piccolo Principe continua a volermi bene come quando era piccino piccino; e lo stesso vale per Piccolo Guerriero.
Ed è il mio Natale.

Mi spaventa pensare che tra tre giorni sarà tutto finito.
Ma cercherò di non far percepire questa mia paura.

sabato 21 dicembre 2024

Solstizio di Inverno

 Nella notte più lunga di tutto l'anno
nasce la Luce del mondo.
E le giornate diventeranno sempre più lunghe e le tenebre avranno fine.
Lasciare entrare la Luce nel proprio cuore è la vera sfida del Natale.
Spero di riuscirci.

Ma quanto è bello il cielo nelle notti d'Inverno, quando l'aria è tersa e le stelle sembrano più luminose?

venerdì 13 dicembre 2024

Santa Lucia...

 ...il giorno più corto che ci sia.


Una volta era considerato il giorno più corto e gli anziani della mia città dicevano che il giorno aumentava di un passo di gallina.
Naturalmente non è più così, perché evidentemente il giorno di Santa Lucia non coincide più con il Solstizio di Inverno.
Tuttavia mi piace pensare che sia ancora un giorno speciale, magico.
Il mio primo pensiero vola sempre a Nonna: buon onomastico a te che ora sei luce nella Luce.
Il secondo pensiero vola invece, nei paesi scandinavi: mi immagino bambina, con una coroncina luminosa, portare luce e amore nella mia famiglia.
Il terzo pensiero è per la piccola Lucia, la prima. Una santa oggi venerata in tutto il mondo cattolico, che ha sacrificato la sua giovane vita per la sua fede, per amore.
Pensare a lei mi fa sempre molta impressione e tenerezza.

Auguri a tutte le persone che portano questo bellissimo nome.
Che le feste natalizie abbiano finalmente inizio!
Buona giornata caro Blog.

p.s. Inizio a preparare il mio personale calendario 2025. Ti ho mai parlato di questa tradizione? Magari lo farò più tardi. Scappo... ma senza asinello ^_^



giovedì 12 dicembre 2024

Dicembre

 Il dodici dicembre è una data carina.
Quando ancora ero una studentessa, mi piaceva scrivere 12/12 sui quaderni.
E la cosa più bella di tutte era che non avevo alcuna preoccupazione natalizia!
Infatti era San Nicola che aveva l'onere di portare doni; quindi per il sei dicembre, avevo archiviato già ogni sogno e preoccupazione.
Oggi invece è tutto cambiato.
Nessuno cerca più la magia. Si fanno regali, per evitare di presentarsi a mani vuote.
Alexa mi ha raccontato che nel calendario romano, dicembre era il decimo mese e che l'anno iniziava a marzo. (Lo sapevo da me, ma a volte è bello ricordare cose a cui non si presta sempre attenzione.)
E così oggi, mi perdo tra ricordi scolastici e antichi romani.

lunedì 9 dicembre 2024

Finnegans Wake - James Joyce

 La maldicenza lasciamola bollire nel suo brodo,
non è mai stata capace di accusare il nostro generoso e grande e per niente ordinario Southron Earwicker, quell'uomo omogenio, come l'ha chiamato un pio autore [...]


    Caro Blog,
scriverti è diventato molto difficile. Tanto per cambiare non mi sento bene. Ho un nuovo disturbo e non ho intenzione di indagare sulle sue origini.
Lo dico a te, che ormai mi conosci; conosci le mie paure, i miei momenti di gioia e di tristezza: i medici mi fanno paura. Tutti! Quindi ho deciso di evitarli, cortesemente.

Non eviterò invece, di raccontarti la mia avventura con i-il Finnigans. Non mentirò: è stata un'ardua impresa. E ho pensato a tutti i traduttori del mondo, gli amanti delle lingue straniere e delle grammatiche. A tutti voi che amate le parole e ne indagate i significati più reconditi: GRAZIE!
Ho immaginato Umberto Eco, circondato dai suoi libri, mettere mano sul testo in lingua madre di Joyce e...mi sono chiesta: ma che lingua è?!?
Ti svelo il segreto per leggere questo libro, che non esiterò a definire il più assurdo tra quelli da me letti: per non naufragare tra le pagine del Finnegans Wake bisogna studiare e far tesoro, delle parole dell'introduzione curata da Giorgio Melchiori. 
Per me sono state la bussola che mi ha consentito di non perdermi.
Letto il primo volume, sarebbe da pazzi non andare avanti. 
E non ti nascondo che ho con me, già pronto, il Vol. 1, Cap. 5-8
Ma è un progetto che riserverò per l'anno nuovo. A dicembre continuerò la mia passeggiata di "dieci pagine al giorno". E non forzerò oltre la mano.
Sono però felice di non essermi arresa.
Ciò che potrei dirti sul testo in sé puoi trovarlo in tanti altri siti.
Quindi te lo risparmio. 
Per mio conto, ti dico sinceramente, è una lettura folle!
Che per il momento non mi ha lasciato molto, in termini di emozioni; non mi vedrai brindare con una Guinness in mano, in onore della Veglia di Finnegans, o del risveglio degli stessi irlandesi.
Però ha acceso una riflessione sull'importanza della comunicazione; su quanto sia difficile parlare tra esseri simili; e su quanto sarebbe stato bello avere una lingua universale.

Spero di scriverti presto.
Un abbraccio caro Blog

mercoledì 27 novembre 2024

Tutte le Cosmicomiche - Italo Calvino

Là dove il grigio aveva spento ogni sia pur remoto desiderio
d’essere qualcos'altro che grigio,
solo là cominciava la bellezza.


Caro Blog,
buongiorno!
Oggi splende un sole bellissimo, che trasforma l'Autunno in una stagione gradevole e dai colori brillanti. Mi piacerebbe poterti far vedere il gioco di luce tra le foglie gialle o i riflessi che si creano tra Cielo e Mare. Ma il mio occhio vede qualcosa che la fotocamera non riesce a immortalare. Per quanto mi sforzi, non riesco a fissare in uno scatto ciò che il mio cuore osserva. Dovremo lasciar fare all'immaginazione.
Inutile dirti che un Autunno così, per altri versi, mi preoccupa. Poca, pochissima pioggia. L'Estate prossima sarà lunga e difficile.
Ma per il momento mettiamo da parte le preoccupazioni. Sto continuando la mia avventura con il Finnegans e inizio a individuare un filo da seguire; mi sento Teseo nel labirinto del Minotauro. Non so quando riuscirò a parlartene, se lo farò di volume in volume o fingerò di non averlo letto. Per questa settimana mi rifugio tra le pagine di una nostra vecchia e amata conoscenza: Italo Calvino. Che dire? Era da tempo che sentivo una specie di attrazione gravitazionale nei confronti di questo testo e alla fine ho ceduto al suo richiamo.
Tra tutte questa è forse l'opera "calvina" a me più affine.
Il mio libro è edito Oscar Mondadori e racchiude in sé, senza però ripetere i capitoli (se tali possiamo chiamarli), sia le Cosmicomiche vecchie sia le nuove.
Sappiamo infatti, che le Cosmicomiche sono state pubblicate e ripubblicate in diverse occasioni e ogni volta il suo autore ha portato delle modifiche nell'ordine dei racconti, o aggiungendone altri.
Italo Calvino era una di quelle persone che non si fermano mai, il cui cuore batte più velocemente della media e i cui pensieri corrono più rapidi e affollati rispetto ai pensieri degli altri. E lo amiamo anche per questo.

Leggiamo dall'intervista che Calvino concesse nel gennaio del 1985 a Michele Neri: "Certo: quello che conta è la possibilità di dare un senso al passato con continue correzioni apportate al presente. La vita ha sempre bisogno di ritocchi, aggiunte, note a piè di pagina. Proprio come la pagina scritta. La morte interviene interrompendo questo processo e tutto diviene irrevocabile."
E a proposito di tempo e dell'idea che di esso ne aveva Calvino, ti consiglio la lettura di questa pagina; io l'ho trovata molto interessante. 

Trovare sé stessi è un viaggio senza fine.
A volte non è il fine che interessa, ma il mezzo. Il provare, il fermarsi, il ritornare indietro sui propri passi; sempre pronti a modificarsi.
Le Cosmicomiche sono veramente un viaggio indietro e avanti nella storia del Tutto. Da quell'istante To (ti con zero) da cui tutto è partito o tutto è finito.

All'inizio di ognuna delle storie del vecchio Qfwfq, c'è un intro riguardante una notizia scientifica -diciamo così- che dà il là al racconto.
Ho apprezzato tanto questa caratteristica del libro. Che per un attimo sono stata tentata di ricopiarmele tutte!
Calvino non delude mai; un esempio supremo di quello che una bella mente può fare.
Decisamente è uno dei miei creatori di mondi preferito!

giovedì 21 novembre 2024

La lezione di Enea - Andrea Marcolongo

 Enea prega e onora poiché anche questo - soprattutto questo - fa parte del resistere.
La fede negli dèi è l'unico strumento che il Fato ha concesso agli uomini,
che sempre hanno bisogno di sperare per continuare a vivere.


Ciao Blog,
ho iniziato il progetto Finnegans Wake. Anticipazione: non ci capisco niente! Devo essere davvero ignorante. Così ignorante, che potrei per la seconda volta in vita mia abbandonare una lettura per mancanza di volontà. E dire che ne ho lette di cose al riguardo, prima di imbarcarmi in questa nuova avventura! E quindi la "trama" se così vogliamo dire per semplificare, mi è chiara. Ma non la trovo nel testo! Non trovo piani possibili di lettura e di interpretazione; nemmeno il più semplice.
Più che una Ulisse, dovrei immaginarmi come una Argonauta! O perché no? Un'esule come Enea!
A tal proposito: l'eroe troiano ne ha fatta di strada! Ma non viene menzionato o citato come gli eroi greci, quando si parla di viaggiatori. Nel mio caso è colpa di quel XXVI canto della Divina Commedia. Ma se leggi questo bellissimo saggio della scrittrice Andrea Marcolongo, ti renderai conto che le ragioni sono diverse e purtroppo non limitate alla mia persona. Tempo e Merito, ma anche molti lettori temo, non sono stati generosi con l'opera di Virgilio, l'Eneide. Sempre considerata un'opera minore, secondaria; una sorta di pot-pourri dei poemi omerici. Ad essere sinceri, i miei insegnanti non me l'hanno mai "venduta" in questi termini. Ma nel bene o nel male, un singolo caso non rappresenta la media; ragion per cui fanno fede le parole di una scrittrice preparata, non quelle di una grafomane asociale e ignorante.

Mi duole fare un'altra ammissione: ho letto questo libro tempo fa. Quindi ti parlerò delle belle sensazioni che mi ha lasciato. I dettagli sono ormai un'ombra persa nell'Ade. Per recuperarli ti invito alla sua lettura. Non sarai deluso.

La prima è un'osservazione che riguarda specificatamente lo stile del saggio.
La nostra nuova amica, scrittrice e giornalista, Andrea Marcolongo, non è semplicemente "brava" e "preparata"; ma porta nella sua scrittura tutta la bellezza e la magia di chi può fregiarsi di una cultura in Lettere classiche.
Non me ne vogliano le altre lauree ma è mio modesto parere, personalissimo e privo di critica: la Laurea in Lettere Classiche è "La Laurea" per antonomasia.
E si respira in queste pagine scritte in un modo melodioso.
Quando finisci il saggio hai voglia di leggere e rileggere, di immergerti nell'Eneide di Virgilio! E credo sia il merito dei saggi scritti bene.

La seconda bella sensazione è tutta per il Vate Virgilio.
Nel mio spirito, forgiato nelle aule scolastiche del XX° secolo, è la Guida per eccellenza. Colui che può aiutarmi ad uscire dall'Inferno del qualunquismo, dell'ignoranza, del meschino.
Il Poeta di Mantova, le cui spoglie riposano secondo la tradizione popolare a Napoli, è per me il più grande poeta latino e "d'Italia", cioè di una nazione che ancora non esisteva alla sua nascita.
Magari io non faccio parte dell'ambiente, ma a mio parere meriterebbe un'attenzione e una devozione maggiori. Se scrivo "Virgilio" nella barra di ricerca di Google, il primo suggerimento è per il provider di mail: inaudito.
Per non parlare del numero di strade o monumenti a lui dedicato: irrisorio.
A tal proposito cito il monumento dedicato all'opera del Poeta, situato a Brindisi, dove egli dimorò per alcuni anni e dove morì. Virgilio compì l'ultimo viaggio in Grecia per approfondire i luoghi da cui era partito il suo Enea. Come approdo per i suoi eroi, scelse Brindisi, con il suo porto a forma di cervo; qui, dunque, toccarono per la prima volta il vaticinato suolo, al grido: "Italia". 

La terza ed ultima sensazione che voglio condividere con te è la forte impressione e commozione che Enea ancora oggi mi suscita.
Enea lo immagino come il suo autore: silenzioso e schivo. Entrambi uomini di intelletto più che di spada, poco avvezzi a parlare in pubblico, con una mente che tutto osserva e scandaglia.
Virgilio scrive l'Eneide perché non può svincolarsi dalla richiesta del suo principe Ottaviano Augusto, che gli commissiona un'opera per la gloria della sua famiglia e della sua dinastia, e quindi del suo impero e del suo agire.
Virgilio non può certo dire di no ad Augusto, ma la sua visione della storia, del presente che vive, è diverso da come lo descrive lo stesso Ottaviano.
Allora la tira per le lunghe; accetta il lavoro ma non lo porta a termine. E in punto di morte, sarà sua richiesta distruggere l'opera incompleta, che mai riuscì a revisionare, completare. Ma come in tanti altri casi da Kafka a Joyce, questa richiesta non viene esaudita. E direi anche: fortunatamente.

Ecco perché Enea è unico.
Non rappresenta un eroe inarrivabile, finito, perfetto, con il sorriso luminoso e i muscoli oleati.
Egli è l'uomo rappresentato nella sua debolezza e direi pertanto, nella sua grandezza.
Enea piange, si commuove. Non è un guerriero spietato. Si preoccupa del padre e del figlio. Si preoccupa dei suoi uomini. 

Con sé non ha schiavi né tecnologie né magie: ha solo i Penati, gli spiriti protettori della sua famiglia dispersa, sottratti ex oste allo scempio. È tenendo per mano il passato che Enea intende costruire il futuro in Italia. Per farlo, conosce solo una strategia: la pietas.

E a questo punto Andrea Marcolongo sale in cattedra e ci regala una pagina saggistica che dovremmo tutti imparare a memoria. Con buona pace dei fascisti di Mussolini e dei detrattori del Bene, di quelli cha hanno bisogno di slogan per andare avanti, di quelli che seguono ciecamente le mode e osannano l'ignoranza, di quelli che seguono "la pancia" (- abominio! -): Enea è l'uomo della pietas. Quella pietas intraducibile in italiano e in altre lingue (- ciao Joyce! -) che o comprendi nel sangue nelle ossa, o eviterai come lo sguardo di Medusa!
La pietas è il senso del dovere; l'agire con serietà, il fare perché è giusto così. Non c'è un altro volere, un altro procedere. Enea è l'uomo che non ha nulla ma ha tutto: ha sé stesso con il suo carico di costumi e di conoscenze ereditato dagli uomini e dalle donne che lo hanno preceduto.
Altro che "eroe minore"!
Enea è il vero eroe contemporaneo: solo, immerso nello scandalo del dolore.

 Questo saggio è stato elaborato nel periodo della Pandemia, negli anni del Covid-19.
Un tempo sospeso, in cui si pensava avremmo parlato di un "prima" e di un "dopo".
Quando si avvertiva l'urgenza di non lasciarsi andare allo sconforto, di andare avanti, procedere esatti ed incerti.
Abbiamo poi visto com'è andata a finire.

La lezione di Enea non la voglio dimenticare. Voglio tenerla viva nel mio cuore.
Voglio imparare a guardare al futuro mantenendo ben salda la speranza e la capacità di resistere.
"Ce la faremo!"
Vorrei anche urlare: "Ce l'abbiamo fatta!".

lunedì 18 novembre 2024

La vita dell'altro; Svevo, Joyce: un'amicizia geniale - Enrico Terrinoni

 "E ora che sono io? Non colui che visse ma colui che descrissi", e ci regalò
una meravigliosa visione del futuro in cui profetizzò che "la vita sarà letteraturizzata", "ognuno leggerà sé stesso", e "la propria vita risulterà più chiara o più oscura, ma si ripeterà, si correggerà, si cristallizzerà": non sarà più "quale è priva di rilievo, sepolta non appena nata".
La letteratura come resurrezione, lo scrivere come nuova vita.

Caro Blog,
archiviata la notte più misteriosa dell'anno non ho avuto un attimo di riposo per scriverti.
Le letture più oscure direi che possiamo lasciarle lassù, negli scaffali alti della libreria, per lasciar spazio a quelle più magiche che sicuramente illumineranno le notti dicembrine, in attesa del santo Natale.
Come ti avevo raccontato tempo fa, sto coltivando questa nuova abitudine di non lasciar scorrere una giornata senza aver letto dieci pagine di un libro qualsiasi. Ed è grazie ad essa, che posso presentarti questo nuovo amico. L'ho finito proprio ieri sera. E te ne parlo oggi che ricorre l'anniversario della morte di Marcel Proust, avvenuta ormai più di cento anni fa.
Come mio solito sto partendo in modo confuso, occorre riordinare le idee.
Quello che ti voglio presentare oggi è un saggio dello scrittore friulano Enrico Terrinoni per Bompiani. Come suggerito dallo stesso titolo, l'autore ci racconta di un'amicizia speciale, occorsa tra due geni della letteratura mondiale: Ettore Schmitz-Svevo e James Joyce.
Un libro molto interessante se si vuole approfondire lo stile, il pensiero e soprattutto la vita di due scrittori che hanno così tanto influenzato il panorama mondiale della letteratura.

Non mancherò di dirti il mio pensiero "nudo e crudo": in alcuni momenti avrei voluto abbandonare la lettura. Ricordi "i diritti del lettore" di Pennac?
Ma non lo faccio, perché mi sembra sempre di essere ingiusta. E così continuo a leggere. I miei sforzi sono spesso ripagati. E quando arrivo all'ultima pagina mi sento come il conquistatore di un mondo nuovo! 

Cosa non mi è piaciuto:
-Nell'intento dell'autore c'era la volontà di trasferire la passione di Joyce e Svevo per i numeri e le coincidenze. Ma a me è sembrato un guazzabuglio di idee bislacche.
Se uno vuole, trova coincidenze numeriche in qualsiasi cosa. 
Francamente mi sembra un inganno.
-Purtroppo ci viene mostrato un aspetto privato dei due scrittori, che avrei preferito non conoscere.
Ti anticipo uno dei tredici capitoli: la gelosia.
Forse è colpa del periodo storico che vivo. Ma pensare a uomini così paranoici e gelosi delle proprie donne, mi fa venir voglia di scappare via lontano.
Oggettivamente è il male dei nostri tempi: conoscere ogni opinione e pensiero di un artista, ne rovina a volte l'arte. Non posso più nascondere la mia antipatia nei confronti di Picasso, per esempio. O di Gary Glitter. (In questo caso la parola "antipatia" è un eufemismo).
Mi viene da domandarmi: avremmo accettato il genio e l'opera di Michelangelo Merisi, conoscendone i vizi e gli atteggiamenti violenti? Non dimentichiamo che andava in giro armato. Possiamo giustificarlo dicendo che all'epoca usava così, ma non ne sono convinta. Dubbi che non saranno mai dissipati.

Cosa mi è piaciuto:
-Incontrare le opere di Svevo in quelle di Joyce. Scandagliare i personaggi dell'Ulisse e della Coscienza come mai mi era capitato di fare prima.
-Osservare Trieste sotto una luce diversa; camminare per le sue strade, ascoltare le sue voci.
-Sentire risvegliato il desiderio di leggere Joyce e riscoprire Svevo e Proust.

Già Proust. Gli scrittori francese, italiano e irlandese si incontrarono probabilmente una volta soltanto, durante una cena organizzata a Parigi da Joyce stesso, in onore del suo vecchio amico Svevo.
La conversazione, paradossalmente, all'atto pratico fu insignificante. Ma proprio per questo immortale.
Proust chiese a Joyce in due riprese, se conoscesse la principessa tali dei tali o la principessa X. In ambo le situazioni ebbe in risposta un laconico, anzi due: "No". Trovo che questo racconto sia significativo e per quanto privo di riscontri reali (-non eravamo certo lì ad ascoltarli!-) ci restituisce una ritratto chirurgico dei due scrittori, 
Entrambi, così come anche Svevo, portavano nella loro arte non realismo, ma realtà. Non finzione, ma oggettivazione.

Tanto diversi, eppure tanto simili.

Ho amato l'idea dei due amici non dichiarati, che passeggiano insieme per le strade di Trieste: uno alto e canuto, l'altro dinoccolato e giovane.
Entrambi alla continua ricerca di una narrazione, di una letteratura fine a sé stessa, senza scopi, senza mecenati; padrona soltanto di sé.
Non avrei mai pensato che Trieste e Dublino potessero intrecciarsi in questo modo.
Non avrei mai creduto che una vita potesse fluire e confluire nella vita di un'altra persona.

Una lettura interessante. In alcuni passaggi un po' lenta, probabilmente per colpa dei miei neuroni ancora più lenti. Ma che mi ha sorretto in queste notti piene di immagini e priva di sogni.
A volte penso di dover imparare a dormire.

Questo libro mi ha anche restituito la voglia di scrivere. Non per un pubblico. Ma per me stessa. Perché mi piace scrivere. E a questo punto, potrei scoprire una verità su me stessa sempre celata: mi piace scrivere, perché mi piace la mia interiorità. Il mio essere buio non mi spaventa più. Ho imparato ad accettarlo? L'allontanamento da PA mi rende mio malgrado, più serena?

Ai posteri l'ardua sentenza.

p.s. Ho dimenticato di scrivere un'altra, tra le cose che mi sono piaciute: la copertina, con la scelta di inserire l'immagine dei due scrittori come in uno specchio, l'uno riflesso nell'altro (-e la mia mente vola a Borges-), quando potevano avere all'incirca la stessa età.
Mentre nella realtà sappiamo che Svevo era molto più grande di Joyce, di circa vent'anni.

lunedì 4 novembre 2024

Alice e Peter

Vieni, fanciullo umano! alle acque e ai boschi
mano nella mano di una fata
perché il mondo contiene più lacrime
di quante tu possa sopportare


Ieri non riuscivo a dormire. Così ho spulciato tra i titoli presenti nella piattaforma Amazon per cercare qualche film da vedere. A me non piace mai niente. Ma questo titolo mi ha catturato e così mi sono vista questo interessante film del 2020: Alice e Peter.
In questa pellicola si immagina che Alice e Peter siano fratelli.
Così possiamo conoscere la loro famiglia e la loro vita prima degli incontri fantastici che ben conosciamo.
Probabilmente ho bisogno di una visita psichiatrica, ma a me Peter Pan mi dona solo sensazioni di ansia e turbamento. E la sorellina Alice non è da meno.
Due storie per bambini che a me fanno paura. Avrei voluto inserirle nella maratona di Halloween, ma ero consapevole che ci fosse una sorta di esagerazione da parte mia. Ma ieri notte guardavo il film e pensavo: "Mi fanno paura!".
Stupendi invece i due genitori interpretati da David Oyelowo e Angelina Jolie, che mi sono piaciuti davvero molto.
Un film diverso, per trascorrere un paio d'ore senza pensare.

Mi sono informata sulla poesia con cui inizia il film: infatti la scena iniziale si apre su una mamma che la legge un libro ai suoi bimbi.
Stolen child, questo il titolo, è una poesia scritta da W. B. Yeats (in The Wanderings of Oisin and Other Poems, 1889) in cui si descrive il rapimento di un bambino ad opera delle fate.
Perché le fate, non sono solo io a pensarlo, non sono sempre esseri benevoli.
Forse, come nel gioco di ruolo, dovremmo immaginarle "neutrali". Propense più a soddisfare i propri capricci che ad aiutare lo sfortunato viandante.
Yeats, studioso di mitologia irlandese e appassionato collezionista di racconti e leggende sulle fate, ci ha donato alcuni tra i testi più significativi sull'argomento.
Il rapimento fatato veniva spesso usato per giustificare morti precoci o per spiegare dei comportamenti anomali, come l’autismo o la depressione di giovani o bambini.
I rapiti che riuscivano a tornare a casa, erano diversi, cambiati; avevano perso l’anima! Ecco perché è bene non sostare nei prati dove l'erba è troppo alta, o tra gli anelli disegnati dai funghi e, la più importante delle regole: mai mangiare il cibo delle fate!

Dove l'altopiano roccioso
Di Sleuth Wood si immerge nel lago,
C'è un'isola frondosa
Dove aironi svolazzanti svegliano
I topi d'acqua assonnati;
Lì abbiamo nascosto i nostri tini fatati,
Pieni di bacche
E delle ciliegie rubate più rosse.
Vieni via, o bambino umano!
Verso le acque e la natura selvaggia
Con una fata, mano nella mano,
Perché il mondo è più pieno di pianto di quanto tu
possa comprendere.
Dove l'onda del chiaro di luna
abbaglia Le sabbie grigie e oscure di luce,
Lontano da Rosses più lontane
Noi camminiamo tutta la notte,
Tessendo danze antiche,
Mescolando mani e mescolando sguardi
Finché la luna non ha preso il volo;
Avanti e indietro saltiamo
E inseguiamo le bolle spumose,
Mentre il mondo è pieno di guai
Ed è ansioso nel suo sonno.
Vieni via, o bambino umano! Verso
le acque e la natura selvaggia
Con una fata, mano nella mano,
Perché il mondo è più pieno di pianto di quanto tu
possa comprendere.
Dove l'acqua vagabonda sgorga
dalle colline sopra Glen-Car,.
In pozze tra i giunchi
che a malapena potrebbero bagnare una stella,
cerchiamo trote dormienti
e sussurriamo nelle loro orecchie
diamo loro sogni inquieti;
sporgendoci dolcemente
dalle felci che lasciano cadere le loro lacrime
sui giovani ruscelli.
Vieni via, o bambino umano!
Verso le acque e la natura selvaggia
con una fata, mano nella mano,
perché il mondo è più pieno di pianto di quanto tu
possa comprendere.
Via con noi se ne va,
l'occhio solenne:
non sentirà più il muggito
dei vitelli sulla calda collina
o il bollitore sul fornello
cantare pace nel suo petto,
o vedere i topi marroni saltellare
intorno alla cassa di farina d'avena.
Perché lui viene, il bambino umano,
verso le acque e la natura selvaggia
con una fata, mano nella mano,
da un mondo più pieno di pianto di quanto lui
possa comprendere.

Una tristezza infinita tutta condensata in questi pochi versi.
Soprattutto se penso che il rapimento delle fate può essere inteso come la ragione della morte di un bambino.

sabato 2 novembre 2024

Commemorazione dei defunti


Questa giornata è scivolata lenta e silenziosa.
Ho pensato e pregato per tutte le persone a me care che non ci sono più.
E non ho potuto fare a meno di pensare a tutto quello che accade nel mondo.
Sembra un'apocalisse senza sosta.
Si muore per fenomeni atmosferici estremi (?), si muore sul lavoro, si muore perché un pazzo ha dato l'ordine di usare le armi. Si muore male e in tanti modi, ovunque.

Ci sono giorni in cui la Morte mi fa paura.
Provo ad esorcizzarla. Provo a immaginare un mondo pieno di luce, dopo questo terrestre.
Ma io ne sono degna? Penso di no. E allora cosa ci sarà dopo la vita? Un lungo buio e silenzio. Ne avrò coscienza? O semplicemente la mia anima, il mio corpo si disferanno in tanti atomi, che andranno a formare altri corpi, altri oggetti, altre anime?

Nel mio delirante pensiero, c'è solo una cosa che mi consola: la speranza di rivedere i volti dei nonni, soprattutto Nonna, almeno un ultimo istante.
Quando era in vita mi raccontava che da bambina, in questa notte, riceveva dei doni (un mandarino, dei biscotti). La sua era una famiglia poverissima. Per quei bambini era una festa ricevere anche una carezza.
Inoltre ricordo come un sogno, che mi raccontava che potevamo vedere il passaggio dei defunti, se avessimo messo un catino con dell'acqua, alla luce delle stelle o della luna.
Purtroppo con il passare del tempo certi ricordi si perdono, e con essi anche le tradizioni della propria terra.
L'unica cosa che mi rimane è ricordare i loro visi, la loro voce. Ho conosciuto persone meravigliose quando ero piccolina, e sono sicura che ora siano nella luce.

Un ultimo pensiero al popolo spagnolo e di Valencia. Ma perché i paesi europei non mandano aiuti? Non possono farcela da soli.


giovedì 31 ottobre 2024

Halloween

 ...è qui.

C'è gente che non sa vivere senza fare polemiche inutili.
Caro Blog,
felice vigilia di Ognissanti.
Noi l'abbiamo trascorsa ridendo, scherzando e mangiando dolci; tutto rigorosamente in famiglia.
Ormai è assodato: truccata da essere in putrefazione sono bellissimahahahahahah! Si stupiscono tutti. E dire che è un trucco che mi viene così naturale. I libri regalati sono stati un vero successo. Piccolo Principe aveva gli occhietti a forma di cuore mentre guardava tutto quello che avevo preparato e allestito.
Credimi, per una volta mi sono sentita brava.
Erano tutti felici: dal piccolino di 78 anni, al più grande di 1 anno. 
E non posso che ringraziare il Signore per questa bellissima giornata. Soprattutto se penso a quello che sta accadendo nel mondo. Continuo ad avere negli occhi le immagini degli anziani bloccati dall'alluvione in Spagna. Che dolore. Oggi è stata una vera carezza per me. Tutti meriterebbero la serenità e il calore che ho vissuto oggi. Vedere gli altri felici per merito tuo, ti riempie il cuore di amore.
Speriamo che cambi qualcosa, per il bene dell'Umanità tutta.

This is Halloween...Halloween

mercoledì 30 ottobre 2024

Halloween -1

 Ci siamo caro Blog,
domani è arrivato. L'ultima lettura che ho scelto per questa maratona prima di dedicarci alla Famiglia e a chi non c'è più?

Dracula
(Bram Stoker, 1897)

È una di quelle donne create da Dio, da Sua stessa mano, per mostrare a noi uomini e a altre donne che c'è un cielo dove noi possiamo entrare, e che sua luce è qui in terra. Così sincera, così dolce, così nobile, così altruista — e questo io dico a voi, è molto in questi tempi così scettici e egoisti.


Caro Blog, ormai ti sarai stancato di sentirmi dire quanto sia legata a questo libro. E quindi non lo dirò. Nel nostro viaggio letterario, nel nostro immaginario party letterario, credo che con questo invito, possiamo pensare di aver la partecipazione di tutti i mostri e i diversi che ci si aspetta di incontrare ad una festa di Halloween. La realtà è che i veri mostri camminano tra noi, non hanno nulla di macabro e nemmeno i canini. Gente dall'apparenza comune, ma dal cuore avvelenato, governano il mondo nel caos e nella desolazione. Sono i peggior mostri che ci si possa immaginare. Egoisti e con le mani sporche di sangue innocente.

Bram Stoker ha scritto un capolavoro. Se presti attenzione a ciò che leggi, ti renderai conto anche tu, che l'unico capace di provare un forte sentimento d'amore è proprio Dracula. L'unico che sappia parlare di amore. L'unico che sappia ancora desiderare l'amata in anima e corpo, non solo come trofeo da conquistare, come strumento per raggiungere uno status sociale. Inoltre è l'unico capace di immaginare un amore libero e suo pari. Decisamente dovremmo pensare di riscrivere il concetto stesso di "mostro".

Sogni d'oro caro Blog, domani ci aspetta una giornata bellissima e in famiglia. Credo non ci sia niente di più bello. E mi sento molto fortunata. Il mio pensiero stanotte va, tra gli altri, al popolo spagnolo. Non trattengo più le lacrime. Ciò che accade è terribilmente ingiusto. La povera gente paga il conto per qualcosa che altri hanno ordinato.
Il profitto schiaccia tutto e tutti, senza regole, senza coscienza.
Vado a dormire consapevole dell'importanza dell'istante, dell'attimo.

Grazie per la compagnia di questi giorni, spero ti sia divertito anche tu.

martedì 29 ottobre 2024

Halloween -2

Caro Blog,
stasera sono uscita dopo tanto tempo. Non avevo la più pallida idea di cosa indossare, di cosa fare, come comportarmi. Alla fine è stata una serata bellissima, spensierata, con una temperatura non troppo rigida. Il mio piumino era il giusto peso. Ma avrei gradito un cappellino per proteggermi dal freddo. Il freddo, la foschia, il mare vicino: la situazione era idonea per immergermi in una nuova lettura halloweenesca.

(Howard P. Lovecraft, 1928)

Ritengo che la cosa più misericordiosa al mondo sia l'incapacità della mente umana a mettere in correlazione tutti i suoi contenuti. Viviamo su una placida isola di ignoranza nel mezzo del nero mare dell'infinito, e non era destino che navigassimo lontano. Le scienze, ciascuna tesa nella propria direzione, ci hanno finora nuociuto ben poco; ma, un giorno, la connessione di conoscenze disgiunte aprirà visioni talmente terrificanti della realtà, e della nostra spaventosa posizione in essa che, o diventeremo pazzi per la rivelazione, o fuggiremo dalla luce mortale nella pace e nella sicurezza di un nuovo Medioevo.


In questa passeggiata tra romanzi e racconti incentrati sulla paura e sulle emozioni più tormentate che possiamo provare, non poteva mancare il padre dell'horror-fantascientifico: Howard Phillips Lovecraft.
Il richiamo di Cthulhu (inglese: The Call of Cthulhu) è con ogni probabilità uno dei suoi racconti più famosi, ed è da questo che prende il via il Ciclo narrativo di Cthulhu. Tra le esperienze più indimenticabili inserisco quella di aver partecipato ad un gruppo di ruolo con questa ambientazione. Una di quelle cose che ti ricordi per tutta la vita.
Lovecraft è sicuramente uno scrittore perfetto per questo periodo. Le sue atmosfere oniriche, i suoi mostri alieni, sono in realtà simboli del nostro subconscio; le nebbie che avvolgono i suoi personaggi, sono le stesse che offuscano la nostra capacità di pensiero. Per me uno scrittore geniale. Non mi stancherei mai di leggerlo. Dovrei solo avere più coraggio per farlo.

Sogni d'oro caro Blog,
ci guardiamo insieme "La morte ti fa bella"? 

lunedì 28 ottobre 2024

Halloween -3

 Caro Blog,
il tempo stringe. Ci siamo quasi.
Oggi la mia buonanotte arriva da Parigi, dal Teatro dell'Opera. Oggi rileggiamo insieme le pagine de:

Il Fantasma dell'Opera
(Gaston Leroux, 1910)

Ora accetti di guardarla (la maschera), dimenticando che cosa c'è dietro,
non mi respingi più!...
Ci ci abitua a tutto quando si vuole bene
quando si ha buona volontà!


Un libro particolare, uno di quei romanzi che conosci anche se non hai mai letto. Perché tutti conoscono le leggende che hanno come protagonista il fantasma del Teatro dell'Opera di Parigi. E questo lo si deve soprattutto alla trasposizione teatrale e cinematografica. Io sono innamorata del musical. E quando ero più giovane fingevo di avere la voce bellissima di Christine Daaé.
La mia fantasia è stata alimentata da storie come La Bella e la Bestia: "La vera bellezza si trova nel cuore". Ma con Erik le cose non sono così nette.
Il suo problema infatti, non è la deformazione fisica, ma quella del cuore. Sono così tante le azioni deplorevoli del nostro fantasma, da trasformarlo in un eroe negativo, direi un antieroe.
Eppure nel finale sembra esserci un barlume di pentimento per le azioni del passato.
Per il momento non ci fermiamo a riflettere su questo. Mancano tre notti ad Halloween, dobbiamo cercare di non perderci tra i sotterranei dell'Opera e di non lasciarci ammaliare dalla sua musica.
La vita è una grande festa in maschera, non dimentichiamo di indossarla il 31!!!
La storia dell’amore di Erik per Christine ci ha un po' distratto.
Ma non dobbiamo dimenticare che Erik è costretto a nascondere la sua deformità dietro una maschera.
Una maschera che lo scherma dal mondo intero anche nell'animo.
Ecco perché è un "mostro", che non ha nulla da invidiare a Frankenstein o al Conte Dracula!
Anche nei confronti di Christine mostra tutto il peggio di sé; la renderà quasi succube del suo potere, tanto da far sgorgare dal petto della sua schiava d’amore una voce angelica.
Ma è pur sempre "una schiava". E questo chiaramente trasforma la storia d'amore in una prigionia da cui scappare.
Leroux riesce a tenerci incollati alla sua opera, anche oggi; quando arriviamo all'ultima pagina ci rendiamo conto di essere stati catturati, soggiogati anche noi, da una storia che è contemporaneamente lineare nella narrazione e carica di atmosfere suggestive e infiniti trabocchetti.

domenica 27 ottobre 2024

Halloween -4

 Caro Blog,
ho un messaggio molto personale da affidarti. In queste notti non riesco a dormire. Il mio cervello parla in continuazione e non riesco a quietare la coscienza, infatti ascolto tutti i suoi ragionamenti come se non fossero i miei. Come se Cervello fosse un altro essere. Tra le mille cose che mi chiede, c'è questa: ma il mio modo di festeggiare Ognissanti, è giusto? Ti voglio mostrare cosa intendo per "dolcetto o scherzetto". I miei ospiti saranno dei bambini, anime pure che non vorrei mai corrompere. Allora ho pensato di donare loro dei libri. Sono l'unica medicina che conosco per proteggere il cuore e curare l'anima. Che ne pensi?

Quello al centro è un libro "tattile" si dice così. In pratica il bambino tocca le superfici morbide e il fantasmino emette una specie di ululato. Molto simpatico.
Gli altri due appartengono ad una collana famosissima in tutto il mondo: Piccoli Brividi. (Puoi dare un'occhiata in questo sito se sei curioso. Mentre qui puoi trovare il primo volume della serie, in formato pdf: La casa della Morte.) L'ambientazione è quella giusta, questa volta: horror vero, brividi veri...ma piccini. Scrittore: Robert Lawrence Stine. I suoi racconti ci accompagnano dal 1992. Tradotti in 32 paesi, i racconti sono tra i libri più letti nella categoria ragazzi.
Quello che mi piace di questi racconti è il colpo di scena finale. I protagonisti sono sempre bambini di circa dodici-tredici anni che narrano in prima persona le loro avventure, che hanno sempre qualcosa di misterioso e pauroso, anche se poi alla fine... Non ti anticipo nulla.
Mi auguro con tutto il cuore che ai bimbi piacciano. Questa volta non puoi dirmi che non sono stata brava. In TV ho scoperto che faranno la maratona di Halloween coi film tratti proprio da questi racconti! Sono decisamente sul pezzo!
Sembra un'idea divertente.
Tuttavia confesso: sogno che trasmettano Il Corvo o The Nightmare before Christmas o Edward Mani di Forbici. C'è una poesia in tutti questi film che non so descriverti. Mi piacerebbe rivederli.
In realtà per Halloween ho anche altri titoli da suggerirti: La Sposa CadavereIl mistero di Sleepy Hollow, Casper, La Famiglia Addams, Monsters & CoGhostbusters e Dracula (di Coppola) e perché no, Il Labirinto del Fauno.
Mi consolo sperando che tra un po' inizieranno a trasmettere i film di Natale raccolti dai vari paesi del mondo, con attori che non si ricordano nemmeno di aver interpretato quei ruoli. E tu sei pronto a sentire le mie lamentele? ^___^ 

 

sabato 26 ottobre 2024

Halloween -5

Caro Blog,
oggi ho visto il lavoro di Piccolo Principe e Piccolo Guerriero: hanno decorato tutta la casa in un modo spettralmente bellissimo. Sono rimasta senza parole. Ammiro tantissimo il loro lavoro. Spero soltanto che piaccia anche a loro quello che sto organizzando.
La scelta del libro di oggi, per me è un grande classico non solo della letteratura inglese e mondiale, ma anche per Halloween. Nella mia testa è il romanzo gotico per antonomasia:


(Emily Brontë, 1847)

Lui è più me stessa di quanto non lo sia io.
Di qualsiasi cosa siano fatte le nostre anime,
la mia e la sua sono la medesima cosa.
[He’s more myself than I am. Whatever our souls are made of, his and mine are the same.]

Non posso negare di aver sognato un amore così, che coincidesse solo per questa frase. Ma non certo per il resto. Diciamoci la verità: l’amore di Heathcliff per Catherine è distruttivo. Oggi si direbbe "tossico". Porta entrambi al tormento, alla rabbia, alla violenza. L'amore è nascosto sotto pagine e pagine intrise di emozioni negative. Per fortuna sono solo personaggi di carta, possiamo lasciarci andare al desiderio di vederli insieme, in un bellissimo lieto fine.
Ma la verità è che Emily Brontë era una ragazza, una donna intelligente e terribilmente avanti rispetto ai suoi tempi. Così ha regalato ai suoi lettori un finale per nulla scontato. Non ti sarà nuovo sentirmi dire che è uno dei miei libri preferiti e lo rivendico anche oggi: mi ha restituito la voglia di leggere. La critica non accolse con favore questo romanzo. Lo considerò immorale, scritto in modo confuso. In realtà se lo leggi con attenzione c'è un gioco di simmetria tra i personaggi e i capitoli che non è sicuramente casuale.

Ma perché gotico?
Il racconto è costellato di episodi che possiamo definire sovrannaturali, sebbene la loro vera natura non sia mai spiegata e rimane in un certo tempo sospesa, ambigua.
Vengono detti "superstizione", ma in realtà si lascia al lettore la decisione di ritenerli reali o immaginati dai personaggi.
E poi ci sono i fantasmi!
All'inizio del romanzo un'apparizione di Catherine, si manifesta alla finestra della sua vecchia camera a Wuthering Heights, pregando Lockwood  di farla entrare.
L'unico che gli crede è Heathcliff; questi quando muore lascerà aperta la finestra della sua stanza, lasciando intendere che Catherine stessa, fosse tornata a prendere la sua anima.
Quando Catherine muore, Heathcliff invoca il suo spirito, perché lo perseguiti.
Ed in un certo senso viene accontentato.

Nel romanzo si respira la nebbia della brughiera; il sole non entra mai nella grande casa di Cime Tempestose e latita anche nei cuori dei suoi abitanti. Ogni ombra trema in modo sospetto alla luce delle candele. Il vento si insinua tra le vecchie finestre ed è facile sentire ululati e rumori sinistri. 
L'atmosfera è quella giusta... buona rilettura caro Blog.

p.s. Lo ammetto sono una fregatura; non ci capisco nulla di letteratura horror. 
A me piace il mistero; mi piace il non detto, il non visto. Il mio Halloween è tutto nella mia testa ^_^
E stanotte ti faccio una magia; ti regalo un'ora in più per leggere: torna l'ora solare.

venerdì 25 ottobre 2024

Halloween -6

 Caro Blog,
oggi è stata una giornata molto vivace. Dovevo andare in moltissimi posti e ho svolto tutti i miei compiti in modo puntuale ed efficace. Ho guadagnato anche un po' di tempo per realizzare il mio progetto Trick or Treat; te ne parlerò domani. Ora parliamo del libro che abbiamo scelto per aspettare Ognissanti:

 

(Oscar Wilde, 1887)

La Morte deve essere tanto bella. Coricarsi nella terra soffice e bruna, con i fili d'erba che ondeggiano sopra la testa, e ascoltare il silenzio. Non avere uno ieri né un domani. Dimenticare il tempo, perdonare alla vita, essere in pace.

Pochi giorni fa abbiamo incontrato Oscar Wilde in un altro grande classico della letteratura inglese. Immaginando di avere una macchina del tempo, torniamo indietro di tre anni e assistiamo alla pubblicazione di un bellissimo racconto breve: Il fantasma di Canterville.
La penna sapiente di Oscar Wilde è già riconoscibile; la narrazione è raffinata, precisa e fresca. Solo lui è capace di dosare umorismo e dramma in modo tanto riuscito.
A questo racconto non manca nulla:
-il tempo moderno, con il suo cinismo e disincanto;
-l'ironia e la freschezza della gioventù;
-il romanticismo e l'amore;
-una trama truce di sottofondo e una maledizione.
Ingredienti diversi che tutti insieme regalano un piacevole momento di lettura.
Lo stile è semplice, diretto, ironico. Chiaramente è una parodia umoristica delle storie di fantasmi, che in quel momento stavano fiorendo in tutta la letteratura inglese.
In perfetto stile Oscar Wilde il racconto è divertente e il povero fantasma è maltrattato e strapazzato. 
Eppure siamo nel periodo di Halloween e il nostro Fantasma non è buono, è brusco, iroso. Dovrebbe farci un po' paura. Perché noi siamo cinici e disincantati, ma non dimentichiamo il terribile omicidio compiuto da Sir Simon.

Ringraziamo Virginia per averci donato il lieto fine.

Egli mi ha fatto comprendere che cosa è la vita,
e che cosa significa la morte,
e perché l'amore sia più forte dell'una e dell'altra.

p.s. Ho dimenticato di citare il secondo fantasma di questa narrazione: il finale.
Non sapremo mai cosa sia successo realmente tra Virginia e Simon, e immaginare qualsiasi opzione è il vero fantasma che aleggia su questa storia.

giovedì 24 ottobre 2024

Halloween -7

 Caro Blog,
non si scherza più: siamo nella settimana di Halloween. Ho comprato le ultime decorazioni, perché alcuni festoni andavano sostituiti. Dopo vent'anni era il caso di farlo. Ho comprato un'ultima zucchetta e qualche altro cioccolatino. Ma tornata a casa mi sono resa conto di una cosa: ho pensato ai bambini e non ho pensato alla mia super Cuginetta. Come ho potuto? Le farò una sorpresa. Una piccola borsina "Trick or Treat", perché è la ragazza più dolce del mondo e nessuno pensa a lei, a lei che fa tutto per gli altri e dona sempre sé stessa, senza risparmiarsi. Domani ho una missione da compiere. Mi sento un po' come Jack Skellington e mi piace tanto. Mi piace donare. Probabilmente non mi crederai, ma io amo coccolare gli altri. 

E prima di andare a dormire, leggiamo insieme il libro di questa notte:

Frankenstein o il moderno Prometeo
(Mary Shelley, 1818)

“Un essere umano perfetto dovrebbe sempre mantenere la mente calma e serena e non permettere che la passione o che un desiderio passeggero disturbino mai la sua tranquillità.


Quando ha solo 19 anni, Mary Shelley ha un sogno, un incubo terribile. Che traduce sotto forma di romanzo, donando al mondo un'atmosfera gotica e di terrore come pochi altri scrittori erano riusciti a creare prima di lei. Come suggerisce il nome stesso del libro, il tema trattato è quello che da sempre ha perseguitato l'uomo e la sua natura ribelle: soverchiare il potere divino e diventare egli stesso creatore del mondo e della vita. Ancora oggi la scienza è vista come colei che vuole sostituirsi a Dio, rubandone i segreti e sconvolgendone le leggi con cui ha dato via alla vita. Ma la scienza è altro. La scienza ha un'etica e un modo di operare che non è solo guidato dalla curiosità e dalla sete di sapere; ma c'è anche un desiderio intrinseco di fare del bene e migliorare le condizioni di vita di ogni essere umano. Il dottor Frankenstein ha oltrepassato non solo i limiti della Natura, ma anche quelli etici e morali, creando qualcosa che lui stesso non è stato capace di comprendere fino in fondo. Un libro toccante e terribile allo stesso tempo, proprio come ogni grande emozione che scaturisce dal cuore umano. 

Due sono le cose che mi sono rimaste dentro, di questo libro.
La prima: l'unica a parlarci in modo diretto, l'unica che parla direttamente a noi lettori, è proprio la Creatura che oggi chiamiamo col nome del suo ideatore, del dottore che l'ha assemblata: Frankenstein.
La seconda: la profonda solitudine che trasforma la Creatura in Mostro.

Satana aveva i suoi compagni che lo ammirassero e incoraggiassero;
ma io sono solo.

Il momento più struggente è quello in cui Mostro pensa sarà triste morire e non poter sentire più il vento sulla pelle, e non poter vedere più le stelle.
La solitudine uccide e la crudeltà delle persone e dei loro giudizi, può creare mostri.

Buonanotte caro Blog, spero che tu non ti senta mai solo.
Io sono sempre con te.
Se vuoi ci mettiamo in un angolo e facciamo i mostri insieme.

mercoledì 23 ottobre 2024

Halloween -8

 Sai cosa fanno i mostri nel loro tempo libero?
Vanno a guardare le mostre.
(Alexa, 23 Ottobre 2024)

Buonasera caro Blog,
dopo aver retto per quasi due anni a tutte le situazioni spiacevoli e dolorose della vita, credo di aver esaurito ogni forma di forza ed entusiasmo. Sono tornata indietro al mio peggior periodo, con l'aggiunta che non me ne importa nulla. Sono come una barca abbandonata a sé stessa, in mezzo all'oceano. Non c'è burrasca, non c'è vento che la scuoti e in ogni direzione si vede solo il luccichio dell'acqua, neppure l'ombra di terraferma. Con questa sensazione nel cuore, con questa consapevolezza che sembra volermi dominare, mi rifugio insieme con te nel laboratorio di un famoso Medico. Leggiamo insieme? Ti va?

(Robert Louis Stevenson, 1886)

Sia sul piano scientifico che su quello morale, mi stavo quindi avvicinando gradualmente a quella verità, la cui parziale scoperta mi ha poi condotto a un così tremendo naufragio:
l’uomo non è veramente uno,
ma veramente due.


Più guardo l'edizione Giunti più mi convinco che se avessi avuto spazio, avrei comprato tutta la collana!
Caro Blog, questo libro lo abbiamo letto insieme tanto tempo fa e ci piacque moltissimo. Se penso al modo in cui il cinema è riuscito a trasformare questo personaggio, rimango sconcertata: a mio parere non gli rende giustizia. Tutta la parte psicologica e introspettiva viene persa; nessuno è mai stato capace di restituirla e mostrarla sullo schermo. Ci vorrebbe un regista come Nolan...chissà. La grandezza di questo romanzo ha, tuttavia, carattere universale. Nel linguaggio comune si usa dire "dottor Jekyll e mister Hyde" quando si vuole sottolineare il cambiamento repentino di comportamento di una persona, la sua natura duale, non sempre chiara dal primo momento che si inizia una conoscenza. Ma come diceva Pirandello, siamo tutti portatori di maschere, chi più chi meno consapevolmente. Il nostro tema però, è ancora Halloween quindi di questo libro dobbiamo apprezzare le atmosfere gotiche, la nebbia e il mostruoso!!!

Tutti gli esseri umani, così come li conosciamo, sono un misto di bene e male;
mentre Edward Hyde era l’unico rappresentante del puro male nell’intero campo dell’umanità.

Impossibile non sottolineare l'originalità della trama e la bellezza del testo. L'unico difetto di questo romanzo è che è un romanzo breve e dura troppo poco.
Indossiamo cappa e cappello, presto, rientriamo a casa! La notte ci sovrasta.
Non voglio viaggiare col buio...

martedì 22 ottobre 2024

Halloween -9

 Caro Blog,

oggi è stata una bella giornata di sole. Francamente ambisco al letargo, ma il sole ha un potere salvifico per la mia anima stanca. Pensavo alle persone che stanno facendo i conti con il maltempo. Una vera tragedia! Abbiamo pianto per la siccità e ora piangiamo per le alluvioni. C'è chiaramente qualcosa di marcio a livello sistemico. Non è un problema risolvibile pulendo i tombini. Qui manca una programmazione a lungo termine, una risoluzione che scuota in profondità e rivoluzioni l'intero sistema di gestione. Ma quando la politica vorrà fare qualcosa sarà tardi, come sempre.

Per il nostro odierno appuntamento ho scelto un visionario, uno scrittore poeta che avrei voluto conoscere. Che mi sarebbe piaciuto avere come amico: Edgar Allan Poe. Mi sono intrufolata in libreria e ho fotografato diversi testi, non me ne volere. Devo ammettere che questa edizione di Giunti editore, mi piaceva in particolar modo e te la propongo:

I Racconti del Terrore
di Edgar Allan Poe

Per tutto un giorno buio, uggioso e silenzioso d’autunno, quando le nuvole gravano basse dal cielo, avevo cavalcato da solo in un territorio quanto mai cupo; e finalmente, addensandosi le ombre della sera, arrivai in vista della malinconica Casa Usher.

Lo so, è l'ennesima antologia su Poe. Non l'ho comprata perché ne ho già tre. Ma non ti nascondo che cadrò presto in tentazione. Mi piace molto la copertina rigida e sembra ben fatta.
In Italia sono state pubblicate almeno 15 antologie, a partire dal 1989 che raccolgono i diversi racconti dello scrittore americano di nascita, ma inglese di educazione. E ogni volta sono tentata di comprarle tutte! Ma sono sicura che da qualche parte anche tu avrai la tua raccolta del terrore che ti chiama e ti chiede di essere letta.
Gli aggettivi che si usano per descrivere Edgar Allan Poe e le sue opere, sono tantissimi.
Quello che voglio usare oggi è: disturbante.
Qualunque sia il tema da lui trattato riesce a insinuare un'angoscia sottile e prepotente che non ci lascia più. Moderno, sembra venire dal futuro, sembra che il suo modo di spaventarci sia di un altro pianeta!
Disturba il suo modo di mettere a nudo la profondità della psiche umana e tutta la sua fragilità e debolezza.
Ancora oggi credo che la sua scrittura mi faccia un certo effetto.
Mancano nove giorni ad Halloween , leggo Edgar Allan Poe e guardo con sospetto ogni ombra intorno a me.

lunedì 21 ottobre 2024

Halloween -10

 Caro Blog,

mancano 10 giorni ad Halloween e lo sai bene anche tu, è per me una data importante.
Ho sempre vissuto la vigilia di Ognissanti come un momento sospeso. Una candela per illuminare il passaggio dei miei defunti, una preghiera per il loro riposo.
Oggi mi capita di chiamarla all'inglese e di accendere serie di lampadine con zucchette e fantasmini. Ma se la forma si è modificata, non si può dire lo stesso per la sostanza.
Quest'anno voglio provare a fare insieme con te, un conto alla rovescia all'insegna di libri.
Libri letti in passato, libri classici e noti, che ancora conservano il fascino delle grandi storie. Che oggi non hanno nulla di "spaventoso"; oggi che si muore per una cuffietta o un parcheggio, l'horror ha tinte ben più oscure e abominevoli.
Ma sono storie che mi hanno lasciato addosso una patina di tristezza e mistero; voglio raccontarti quelle storie che mi hanno trasmesso un brivido, un'eco da un mondo lontano.
Voglio condividere con te dieci storie che hanno nascosto in qualche piega del mio cervello la sensazione che l'Oscurità possa a volte osservarmi, a volte celarmi creature di un altro mondo.

Il Ritratto di Dorian Gray
(Oscar Wilde, 1890)

Quando voglio enormemente bene a qualcuno non ne dico mai il
nome a nessuno. E' come cederne una parte. Mi sono abituato ad amare la segretezza; mi pare la
sola cosa che possa rendere misteriosa e meravigliosa la vita moderna per noi. La cosa più
ordinaria diventa deliziosa quando è tenuta nascosta.


Un romanzo che non ha bisogno di presentazioni e che non è male rileggere; soprattutto quando si ha voglia di una bella scrittura. Malgrado il passare degli anni, il tema è sempre molto attuale. Forse non si parla più di edonismo. Ma sicuramente siamo una società ossessionata dalla bellezza e dalla giovinezza. Ed è triste. Perché vorrebbe dire che non siamo capaci di elevarci a qualcosa di più del piano fisico. Non che ci sia nulla di male, ma per quanto mi riguarda la bellezza è un concetto che parte dal cuore, dall'interiorità delle persone. E la gioventù? Bisogna rassegnarsi: passa. Puoi ritardarla, puoi provare ad allontanare il momento delle rughe e dei capelli grigi. Ma accettare la trasformazione e abbracciarla ci rende migliori.
Leggere in questi giorni Dorian Gray aiuta a immaginare cosa ci possa essere oltre questa vita. Al 31 Ottobre voglio arrivare pensando che la mia anima invecchi e diventi rugosa, come il mio corpo. 
So di essere ridicola, ma la fine di Dorian mi fa un po' male.
Avrei voluto che si salvasse e che non commettesse quel terribile delitto.
Mi fanno paura quelli che riescono a influenzarci, quelli che riescono a ridicolizzare l'amore. E sono felice di non aver mai conosciuto un Henry nella mia vita.


giovedì 17 ottobre 2024

Un'ultima cosa - Concita De Gregorio

 E comunque
Io non borbotto
Io scrivo ad alta voce. TRA-scrivo
Uso il buio per fare luce
La poesia non si addice alla vita normale


Come spesso accade compro libri in modo compulsivo e sempre di fretta. Ma quando riesco finalmente a dare loro tempo per conoscermi, ecco che si crea subito un'atmosfera magica e irripetibile.
Questo libro è semplicemente molto bello.
È scritto sotto forma di dialogo e a parlare sono, di volta in volta, donne che hanno attraversato in punta di piedi la Storia.
Concita De Gregorio ci presenta, letteralmente, dodici donne meravigliose ed io ne conoscevo solo tre. Mi sono resa conto della mia infinita ignoranza e della profonda ingiustizia che spesso avvolge le donne della storia, dell'arte, delle scienze, delle case: le donne.
Se non le facciamo sparire nascoste dietro cumuli di vestiti, le dobbiamo nascondere a Fama e Riconoscimenti.
Te le nominerò tutte, una ad una. Almeno qui voglio restituire loro un po' di giustizia.
Perché è inutile prendersi in giro, il mondo va in un certo mondo: Picasso è il grande pittore di cui amiamo guardare le opere, Dora è solo la sua amante.

Grazie Concita De Gregorio per questo libro, per queste pagine.
Spero tu stia meglio e ti senta un po' "più guarita" (*).

Siamo seduti tutti insieme e la prima che ci rivolge la parola è Dora Maar, nota come musa di Picasso. In realtà è stata una donna sfortunata e maltrattata. Forse all'epoca non si capiva fino in fondo cosa fosse la violenza psicologica, ma non è una giustificazione per ciò che le è stato fatto.
Quindi oggi ringrazio Theodora Maar pittrice e fotografa, per la sua arte e per la sua sensibilità.

Silvina Ocampo poetessa e scrittrice argentina. Nella sua vita ha conosciuto grandi personaggi del mondo della cultura da de Chirico a Calvino ed era molto amica di Norah Borges. La sua colpa? Non poter avere figli e desiderare di essere libera.

Lorenza Mazzetti regista; già questo basta per metterla all'indice. Sopravvive alle retate delle SS e forse questa sarà una responsabilità che la logorerà per tutta la vita: perché io?

Aloise Corbaz artista. Pacifista durante la guerra, la considerano pazza.
Oggi almeno la sua arte ha ricevuto un certo riconoscimento. Ma mi sembra troppo poco per 40 anni di manicomio. 
Parlava un linguaggio che nessuno capiva. E allora era pazza.

Nise da Silveira, psichiatra.
A lei dobbiamo tantissimo. Lei che ha aiutato i pazienti ad esprimersi con l'arte, lei che si è ribellata al mondo terribile e crudele della lobotomia. Lei ci dice: siate pazzi, siate rotti, non interi! Se si fossero conosciute, forse la vita di Aloise sarebbe stata diversa.

Olga Carolina, pittrice. Donna senza uomo, donna senza figli. Sposata con la pittura.
Una donna che farebbe svenire metà dell'attuale maggioranza di governo.

Vivian Maier, bambinaia fotografa.
La mia preferita, lo confesso.
Qualcuno ne ha perfino messo in dubbio l'esistenza. Ma Concita De Gregorio ce la restituisce in un dialogo meraviglioso, di una dolcezza infinita. Bada bene, non una dolcezza stucchevole e lagnosa, ma una dolcezza figlia di comportamenti beneducati e a modo.
Una donna che ha camminato su questo pianeta e che ha in un certo senso visto gli altri senza essere vista.

Margaret Bourke-White fotografa, la prima ad avere il permesso di lavorare in URSS.
Da lei ho imparato a non andare fuori fuoco. A cercare la misura del fuoco.

Amelia Rosselli poeta, musicista.
Morì suicida in seguito ad una profonda depressione. Il suo papà fu assassinato per ordine di Mussolini e visse da profuga tutta l'infanzia. Tanto ha viaggiato e visto nel mondo.
La medicina la chiama depressione, schizofrenia; io penso che certe creature siano troppo sensibili per questo mondo.

Maria Lai artista.
Ti consiglio di cercare in rete le sue opere.
Unire. Attraversare, entrare, uscire, bucare senza rompere. Trattenere e riparare. Riparare. Ero analfabeta ma piena di favole.

Rosa Balistreri musicista, cantautrice, cantastorie.
Se leggo la sua biografia mi chiedo: ma la vita può essere così crudele con una persona sola?

Lisetta Carmi musicista, fotografa, mistica.
Pensare a sé è inutile e anche un po' ridicolo. 

Credo che ogni tanto bisognerebbe andare a rileggere la vita di queste donne straordinarie. Per arricchire le nostre esistenze e per cercare di capire, di guardare il mondo anche in un modo diverso dal nostro.


* Concita De Gregorio è scrittrice e giornalista. Purtroppo recentemente ha combattuto per la sua salute, una battaglia lunga e difficile. Lei ha recentemente dichiarato che si sente come una persona che non sarà mai guarita. E come darle torto? Prende 18 pillole al giorno. Non so se riusciamo a renderci conto di cosa significhi.
Ciò mi rende molto triste. Ma le auguro di farcela, di sentirsi guarita e presto, anche forte e serena.

Il mondo va a rotoli ma io spero ancora in un futuro di pace e giustizia.


P.s. Non sono riuscita a raccontare questo libro con la passione che meritava. Ma ho preferito lasciare spazio a tutte le dodici donne e citarle tutte. Spero tu possa capirmi.